Il garbo dei costituenti, una freschezza ormai rara

L'estate offre l'occasione per riflettere e fare memoria di tappe importanti della nostra storia repubblicana, come lo stile e il livello culturale che ha caratterizzato il percorso verso la Costituzione
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July 3, 2026
Il garbo dei costituenti, una freschezza ormai rara
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tra il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e della Camera, Lorenzo Fontana, durante la cerimonia commemorativa per l’80° anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente
Da oggi e sino a metà settembre, questa rubrica entra nella consueta pausa estiva. La vita, tuttavia, non si prende pause, e i problemi del convivere civile che stanno alla base di “giustizia e democrazia” non vanno in vacanza e non diminuiscono per il fatto che, nell’emisfero nord, siamo in una rovente estate. Proviamo dunque a prenderci alcuni impegni per i prossimi due mesi. Il primo è quello di mantenere il senso delle proporzioni. Per quanto non manchino occasioni multiple di distrazioni di massa, le sfide del cambiamento climatico repentino, delle molteplici guerre di aggressione e del divario crescente tra i pochissimi paperoni (talvolta capi di nazioni) e le molte e crescenti povertà devono risuonare dentro di noi in modo diverso rispetto ai chiacchiericci che talvolta la quotidianità della vita pubblica ci presenta. Senza dimenticare, a casa nostra, l’attenzione per cambiamenti in peggio della legge elettorale politica e delle regole sulla caccia: espressioni diverse, ma convergenti, di un ceto politico attento a preservare se stesso e disattento alla conservazione dell’ambiente; preoccupato di avere la maggioranza dei seggi anche senza quella dei voti, e distratto rispetto al tema del voto dei fuori sede, cioè soprattutto dei più giovani. Ma una maggioranza politica che non sa ascoltare i più giovani e le loro sensibilità prevalenti non ha futuro e non dà speranza.
Il secondo impegno è quello di non dimenticare troppo facilmente eventi e occasioni favorevoli. Penso soprattutto alla memoria dell’80° anniversario dell’apertura dei lavori dell’Assemblea costituente, tenutasi la scorsa settimana alla Camera dei deputati e culminata in un intervento davvero storico, per respiro e capacità di emozioni, del Presidente Mattarella. Dei lavori dell’Assemblea, vorrei qui evocare due caratteri. Anzitutto, il garbo dei costituenti, che non escludeva, soprattutto al mattino, quando erano in discussione la vita quotidiana del Paese e le scelte del governo, momenti vibranti di passione, ma che permetteva loro, nei momenti dedicati alla redazione del testo costituzionale, di non perdere il senso di una causa e di una casa comune. Mi vengono in mente, tra i tanti, il dibattito sul carattere antifascista della Costituzione, con il teso dialogo tra Aldo Moro e Roberto Lucifero, o quello, finale, in cui le voci più autorevoli dell’aula riescono a non mortificare, pur non adottandola, la proposta di Giorgio La Pira (scomoda: ma i santi spesso lo sono…) di premettere al testo costituzionale un riferimento al nome di Dio e della SS. Trinità. Un garbo, che era al tempo stesso forma e sostanza, fatto di buone maniere e di buone abitudini.
Oltre al garbo, un altro carattere dell’Assemblea costituente non va dimenticato: la presenza in essa di molti giovani e il ruolo determinante che essi ebbero nella stesura della Costituzione, tanto nella Commissione dei 75, quanto in Aula e nello stesso Comitato dei diciotto al quale si deve, com’è noto, il prezioso lavoro di sintesi e di rifinitura della carta costituzionale. Da Moro a Laconi, da Dossetti a Iotti (solo per citarne alcuni) ritroviamo nei passaggi cruciali di quell’esperienza una freschezza di toni e di prospettive, che soltanto chi non doveva fare i conti con pesanti eredità personali e collettive poteva incarnare. Non è difficile capire – e la recente esperienza del referendum costituzionale lo conferma – perché e come una Costituzione pensata ed elaborata da molti giovani riesca ancora oggi a parlare ad essi.

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