Un piccolo pioniere

Un ricordo ironico e affettuoso sulla televisione, tra dipendenza precoce e coerenza paterna
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August 6, 2026
Quando ero molto piccolo, mio papà decise di acquistare a rate l’oggetto del desiderio di gran parte degli italiani, la televisione. Se oggi dici “compro un televisore” nessuno fa una piega, ma ai tempi la cosa destava quasi scalpore.
E infatti in molti tra amici, conoscenti e vicini di casa venivano in visita per osservare lo strabiliante apparecchio. Naturalmente io non ne ho ricordo perché ero un lattante. Poi accadde l’imprevisto: fui colpito dalla sindrome allora poco sconosciuta della teledipendenza. Pare fossi a tal punto attratto dal diabolico schermo da rifiutare il cibo se non mi ci piazzavano davanti. Un vero pioniere, titolo del quale sono incerto se vantarmi. Tanto bastò perché mio padre, uomo lungimirante, decidesse di disfarsene appioppandola ai miei nonni. Un gesto del quale non si è mai pentito, all’origine della sua avversione generalizzata verso il mondo televisivo.
Non gliene faccio certo una colpa, anzi gli sono grato per avermi così concesso il privilegio di stare sveglio fino a tardi mentre tutti i miei coetanei venivano spediti a letto dopo Carosello. Per la cronaca, la tele è ricomparsa anni dopo grazie a mia madre. E devo a lei tutto il sostegno in diretta per le mie apparizioni ed esibizioni in tv. «Ti vedrò registrato» concedeva lui, coerentemente. 

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