In medie stat virtus

Metodi discutibili, ricordi indelebili
Google preferred source
August 5, 2026
Ho fatto le scuole medie quando ancora vigeva la divisione fra classi maschili e femminili. Anni nebulosi per noi uomini in miniatura, fra slanci infantili e impacciati sussulti di maturità. Conservo però istruttivi ricordi legati ai prof, i nuovi tutori-aguzzini che spodestavano le nostre iperprotettive maestre. I loro metodi oggi sarebbero censurati, eppure siamo sopravvissuti senza danno.
C’era il vecchio insegnante di disegno – in realtà non so che età avesse, è che a undici anni gli adulti ti sembrano tutti decrepiti – che non faceva alcuno sconto a chi secondo lui non era in grado di imparare la materia. Perciò, mirava alla testa del malcapitato e lo colpiva lanciando gessetti dalla cattedra. Io, negato anche per i graffiti, imparai presto a schivarli (e a non insistere con gli acquarelli).
E c’era quella di inglese, ammiratrice dichiarata delle dittature, di cui ho dimenticato il nome, ma non la sadica ferocia. Dava cento vocaboli alla volta da studiare a memoria e poi interrogava stangando senza pietà. Una volta, sotto Natale, mi castigò col voto più basso di tutta la mia carriera scolastica: dal due al tre. Però non ho più dimenticato che puntale si dice tree-topper e vischio mistletoe. Se avessi mai un giorno l’onore di incontrare Sua Santità, sai che figura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire