Timidi si nasce

La timidezza non scompare: impara soltanto a nascondersi
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August 8, 2026
Da piccolo ero piuttosto timido, alle festicciole stavo in disparte, salvo scatenarmi quando quasi tutti gli invitati erano andati via. I primi approcci erano il mio punto debole, non sapevo bene come comportarmi e soprattutto cosa dire. Nel dubbio tacevo e passavo per uno scontroso. Mi accorsi così molto presto che la timidezza può essere scambiata per boria e genera paradossali malintesi.
Non dimenticherò mai quella volta in cui – d’estate, sulla spiaggia, avrò avuto massimo sette anni – una mia coetanea che festeggiava il suo compleanno venne da me per chiedermi se volevo partecipare alla caccia al tesoro. Io mi ero come al solito rintanato in un angolo e le sue parole esatte furono: «Vuoi giocare con noi, signor bambino?». Intimidita da un intimidito. Da adolescente le cose sono migliorate, ho imparato a essere più socievole, anche se non ho debellato del tutto l’innata ritrosia. Che invidia (benevola) per quelli che sapevano rompere il ghiaccio e attaccavano discorso con chiunque.
Creare immediata confidenza col prossimo è puro talento, o ce l’hai o non ce l’hai. Oggi, dopo anni e anni di esibizioni in pubblico, non posso certo definirmi un introverso. Tuttavia una quota di impaccio che io solo so riconoscere resiste in me. Il signor uomo a volte ancora si nasconde.

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