L’impegno al tempo del patriarcato
Tra impegno antipatriarcale, militanza culturale e protagonismo sui social, una riflessione ironica sulle contraddizioni di chi trasforma la letteratura e le battaglie ideologiche in strumenti di autopromozione
Lui: bruno, bello, i bicipiti in evidenza sotto la polo griffata: si capisce che sa essere molto seduttivo, soprattutto con le donne, che lo adorano, a destra e a sinistra. È uno scrittore che piace anche molto alla politica: impegnato com’è in tutte le buone cause ideologiche all’ordine del giorno, solo quelle però. Agita in aria il suo ultimo libro: «chiedo soltanto una cosa ai lettori di genere maschile: che colgano il messaggio profondamente antipatriarcale, che si redimano». Lei, come mille altre che popolano le piattaforme social, si fa un selfie con un libro in mano, poco importa se romanzo o raccolta di poesie (molto spesso ne è l’autrice). Non si tratta di una lettrice calata nella sua quotidianità che se ne sta a leggere un libro in una stanza tutta per sé. No: qui siamo come sul set di un film.
È vestita d’un abito ghepardato, perfettamente truccata, tacchi altissimi come solo ne portavano I cugini di campagna durante i concerti, unghia feline. Però ha una sola preoccupazione: la militanza senza se e senza ma dalla parte della Letteratura, con la maiuscola. Ci tiene a definirsi poetessa o scrittrice. I post che accompagnano il selfie sono tutti della stessa disposizione: «La Musa mi siede sempre accanto». Oppure: «Dalla parte della bellezza e delle parole (sempre)».
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