L’innario essenziale e sincero di David Lang
David Lang - poor hymnal - The Crossing, Donald Nally Cantaloupe Music / Ducale Euro 21,00
«Ho una piccola collezione di vecchi Innari che ho raccolto nel corso degli anni: usati, sfogliati e macchiati dalle generazioni di persone che ne hanno girato le pagine…».
Iniziano così le scarne note di copertina con cui David Lang (classe 1957) presenta il disco intitolato appunto poor hymnal: un progetto a cui il compositore americano si dedica da tempo, interrogandosi sul senso e sulla funzione del canto collettivo nella costruzione di una comunità. In questa tipologia di codici musicali Lang individua infatti un patrimonio condiviso che rappresenta una vera e propria forma di identità per i diversi gruppi di fedeli, nei cui canti si riflettono credenze e valori comuni. Anche per questo le fonti a cui si ispirano i testi utilizzati dall’autore sono particolarmente eterogenee e spaziano dal libro del Deuteronomio al Salterio, dall’Haggadah di Pesach – che narra l’uscita del popolo ebraico dall’Egitto – ai Vangeli e alle lettere di san Paolo, dai discorsi del Mahatma Gandhi alle pagine di Lev Tolstoj.
È però soprattutto l’impronta stilistica a risultare significativa: un linguaggio che riesce a integrare e bilanciare tra loro echi di antiche monodie, suggestioni di matrice orientale, cristalline architetture polifoniche e solidi intrecci contrappuntistici, spesso organizzati in ampi blocchi accordali. Microcosmi sonori che, se da un lato assimilano la lezione di Arvo Pärt, dall’altro la proiettano verso nuovi orizzonti espressivi, senza mai perdere il riferimento a una rassicurante dimensione tonale. L’apporto dei cantori dell’ensemble The Crossing, diretti da Donald Nally, si dimostra fondamentale nella lettura in profondità delle linee di pensiero del compositore, scavando nella trama del pentagramma per portare alla luce ogni sfumatura del discorso musicale. E così riflessioni esistenziali, inni di pace e di riconciliazione trovano voce nella forza condivisa di una fede intima e universale, che proprio nella dimensione comunitaria trova la propria forma più autentica.
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