Scrigno e custode

Il corpo è scrigno di memoria: ogni gesto resta prezioso davanti a un Dio che nulla perde di noi
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June 14, 2026
Scrigno e custode
Arianna Scommegna è attrice di rara bravura, rimasi folgorato anni fa da una sua intensa interpretazione di “Mater strangoscias” di Testori, la invitai per una replica in parrocchia, fu una serata memorabile, diventammo amici. Le chiedo del corpo, lei mi dice che è “scrigno e custode della memoria del nostro passaggio qui”: scrigno e memoria, qualcosa di prezioso, qualcosa da ascoltare. Non è difficile se penso al corpo di un attore, di un amico, di un amore, ma se mi guardo nel cuore sento che considero alcune esistenze come banali, basta aprire i social, parole volgari, atteggiamenti sgraziati, muti: mi vergogno.
Lei incalza “ogni movimento, gesto, impulso va a formare gli strati della memoria che accompagnano i momenti onirici e di veglia della nostra esistenza”, Arianna non mi lascia scampo, ogni movimento, cosciente o non cosciente, tutto rimane. E se fosse questa la fede? Credere in un Dio che non perderà nulla di noi, sia che siamo coscienti, sia che non lo siamo, perché per lui siamo davvero preziosi, un Dio che si china a raccogliere e trasfigurare ogni nostro respiro. A rendere scrigno un corpo è un amore molto più grande di noi. Conclude Arianna “dalla posizione fetale dentro la pancia della mamma al sonno tra le nostre lenzuola”, ognuno di noi è corpo sospeso tra due abbandoni fiduciosi, grazie amica mia per questa tenerissima testimonianza di fede.

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