Muscoli

I “Prigioni” di Michelangelo: corpi incompiuti che cercano libertà, sapendo che ogni liberazione costa una perdita.
Google preferred source
June 24, 2026
I famosi “prigioni” di Michelangelo sono statue incompiute, blocchi di marmo da cui sembrano emergere figure nell’atto di liberarsi. Sono sculture di una potenza inarrivabile. I muscoli perfetti che emergono dal marmo sono inno alla perfezione umana, al talento dell’artista, alla bellezza assoluta. Affascina il “non finito”, questo loro essere opere ancora e sempre in cammino, corpi immobili e paradossalmente destinati a un viaggio in-finito. Inquietano anche, sono corpi mai del tutto liberi, mai del tutto nati, mai del tutto partoriti. Ogni volta che mi perdo nella loro contemplazione mi chiedo sempre quanto “non finito” ci sia adesso in me.
Quanta forza muscolare ancora potrò liberare, quali pensieri nuovi, quali dettagli prenderà il mio corpo e quindi il mio spirito? Ma soprattutto, quali saranno i colpi della vita che arriveranno a staccare dolorosamente parti di me che credevo indispensabili? Immerso in un blocco di materia preziosa io non so distinguere a priori dove debba scendere lo scalpello, quale sia il confine, il limite tra essenziale ed eccessivo. I corpi dei prigioni rimangono a narrare la paura profonda che sento nel mio corpo, paura della libertà che so dolorosa, libertà che per essere accolta chiede sempre una perdita di sé.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire