L’incanto di cuori

Un cuore che sa fermarsi, stupirsi e fare silenzio riconosce nell’amore un miracolo da contemplare con pudore.
April 7, 2026
Amo il cuore dell’uomo perché può sospendere per un attimo il battito, perché può ammutolire di stupore. C’è una poesia di Raffaello Baldini che dice bene questa cosa, si intitola “l’ultima panchina”: “Avranno avuto quattordici anni, lui quattordici, lei dodici, tredici, al viale della Fossa, seduti sull’ultima panchina, non m’hanno sentito, verso sera, pieno d’uccelli per aria, un chiasso, stavano lì, si guardavano, in silenzio, senza toccarsi, si guardavano, si guardavano come incantati, e io pian piano, sull’erba, sono tornato indietro”.
E io quando leggo questa poesia mi commuovo, sempre. E vorrei dire al mio cuore di imparare la leggerezza di Baldini, di saper stupire per l’incanto di cuori che sanno amarsi, vorrei implorare il mio cuore di fare silenzio, ogni tanto, di mettere la sordina alle pulsazioni cardiache per non disturbare il mondo con la mia presenza. E riconoscere il miracolo di chi si sfiora con gli occhi, incantato, in adorazione dell’Amore che prende carne sull’ultima panchina. Vorrei che il mio sangue, che corre robusto a irrorare le arterie dei miei sogni, dei miei bisogni, della mia voglia di vivere, ogni tanto, almeno ogni tanto, potesse pian piano tornare indietro, senza far rumore, con pudore. Fermarsi. Adorare l’amore.

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