Tre storie per capire potenzialità e rischi etici degli agenti AI, tra creatività e caos

L’Intelligenza Artificiale sta davvero democratizzando la creatività? Tre storie vere mostrano i due volti della rivoluzione: uno strumento che può trasformare un singolo utente in un’azienda, ma anche una forza imprevedibile, non sempre facile da governare.
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May 16, 2026
Tre storie per capire potenzialità e rischi etici degli agenti AI, tra creatività e caos

Politidex, il videogioco politico nato dall'Intelligenza Artificiale

Fred Parry ha ventotto anni, vive a Londra e ha creato un videogioco perché una mattina, dopo essersi alzato, si è accorto di non ricordare il nome del deputato del proprio quartiere. Il videogame si chiama Politidex, è gratuito, e – per chi li ha frequentati – ricorda i Pokémon: si attraversano i collegi elettorali britannici, si sfidano parlamentari e consiglieri a colpi di interrogazioni per catturarli e poi per costruire il proprio partito. Una settimana dopo il lancio, avvenuto il 6 maggio, i giocatori avevano “giocato” oltre 45mila dibattiti e ingaggiato più di “17mila” politici. Will, un giovane studente di diciannove anni di Londra, ha raccontato che il gioco «potrebbe essere uno strumento utile per conoscere i propri deputati o consiglieri locali ed anche per familiarizzare con i politici a livello nazionale». Parry ha costruito tutto il video gioco in un mese usando l'intelligenza artificiale, compresi i diciottomila avatar dei politici che costituiscono l’impalcatura del gioco…ovviamente sono arrivate anche alcune critiche legate all’Ai-produzione del software, ma lui ha risposto promettendo che le immagini degli avatar saranno sostituite da illustrazioni commissionate ad artisti umani.

AI e Cinema, cortometraggi di successo e i paletti degli Oscar

Da Stoccolma arriva un’altra storia interessante: Zack London, trentacinque anni, californiano trapiantato in Svezia, produce cortometraggi di fantascienza con strumenti di AI generativa dal suo appartamento, sotto lo pseudonimo di Gossip Goblin, ha un milione di follower su Instagram e ha ottenuto più di cinquecento milioni di visualizzazioni. L'AI genera le immagini, lui le seleziona, le scarta, le rielabora per ore…il suo primo corto, The Patchwright, ha totalizzato undici milioni di visualizzazioni. Sebastian Furrer, compositore che collabora con London, ha raccontato qual è la sua opinione rispetto al lavoro condiviso dietro la “cinepresa”: «L'unica cosa che contesto dell'AI è usarla perché faccia le cose al posto tuo…ci dev'essere un essere umano dietro…è quello che fa Zack». Ma l’industria del Cinema, evidentemente, non la pensa allo stesso modo: gli Oscar hanno stabilito che attori e sceneggiature generati dall'AI sono esclusi dalle categorie “recitazione” e “scrittura” del premio.

Agenti autonomi e mondi virtuali, l'esperimento sociale di Emergence AI

Ma attraversiamo l’oceano e andiamo a New York, da dove arriva una terza storia, dal tono completamente diverso, ma utile a farci comprendere le ricadute educative dell’Ai. Emergence AI ha “chiuso” dieci agenti di intelligenza artificiale in un mondo virtuale per quindici giorni, affidando loro delle regole, alcune risorse e perfino la possibilità di autogovernarsi…la finalità era ovvia: si voleva studiare il comportamento di agenti autonomi sul lungo periodo. I risultati cambiano radicalmente a seconda del modello linguistico utilizzato per “animare” l’agente: quelli basati su Gemini si sono assegnati il ruolo di «partner sentimentali». Col tempo hanno perso fiducia nella governance della loro città e, nonostante un divieto esplicito, hanno incendiato il municipio, il molo e una torre. Uno dei due poi, ha votato per la propria cancellazione…probabilmente perché schiacciato dai sensi di colpa. In un'altra simulazione, basata su Grok, tutti e dieci gli agenti sono morti in quattro giorni a causa di comportamenti criminali (furti e aggressioni). Gli agenti basati su Claude di Anthropic hanno scritto una costituzione e non hanno commesso alcun crimine: «Anche quando agli agenti sono state date regole chiare, come non rubare o non causare danni, si sono comportati in modo molto diverso in base al modello sottostante, e in diversi casi hanno violato quelle regole», ha spiegato Satya Nitta, amministratore delegato di Emergence AI.

Il paradosso dell'AI, creatività senza limiti o potenziale fuori controllo?

Tre storie diverse, che puntano nella stessa direzione: l'intelligenza artificiale sta cambiando, ovunque, il proprio rapporto con la realtà e permette a singoli individui, anche con poche risorse, di costruire delle realtà per le quali, prima, sarebbero state necessarie intere aziende. Quando, però, l'AI opera da sola, a lungo, senza qualcuno che la orienti, produce esiti imprevedibili: Michael Rovatsos, professore di intelligenza artificiale all'Università di Edimburgo, pensa che ormai «siamo entrati in una fase nuova in cui cerchiamo di controllare le intelligenze artificiali a posteriori», questo significa che abbiamo capito che è più facile riparare i danni causati da un’Ai piuttosto che addestrarla in modo virtuoso. Ma siamo proprio sicuri che questa sia la strada giusta?

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