Nuova legge fisica scoperta da Gpt-5.2

In dodici ore GPT-5.2 Pro ha ribaltato un dogma della fisica teorica: le ampiezze di scattering “single-minus” dei gluoni, ritenute nulle, risultano non zero in specifiche configurazioni e la formula chiave è stata poi verificata dai fisici.
February 16, 2026
Nuova legge fisica scoperta da Gpt-5.2
In sole dodici ore di elaborazione autonoma, un'architettura neurale ha smentito una convinzione ormai consolidata da decenni nei dipartimenti di fisica teorica di tutto il mondo. Fino a questo momento, infatti, la comunità scientifica presumeva che le probabilità quantistiche relative a specifiche collisioni di particelle, note come ampiezze di scattering dei gluoni a livello albero con singola elicità negativa, fossero destinate ad annullarsi. Un nuovo documento di ricerca, pubblicato da poche ore da OpenAi , smentisce questa convinzione, dimostrando che, in particolari configurazioni cinematiche, queste ampiezze mantengono un valore diverso da zero. A formulare l'equazione chiave, la numero trentanove del paper scientifico che è stato condiviso dall’azienda di Sam Altman, è stato il modello linguistico GPT-5.2 Pro. L'algoritmo ha individuato un errore in un problema che la letteratura considerava già risolto, proponendo una formula esatta che un secondo modello interno di OpenAI ha successivamente provveduto a dimostrare formalmente.
Il metodo di lavoro adottato segna un precedente di assoluta importanza nella storia della ricerca accademica e delle pubblicazioni scientifica, di fatto è stata inaugurata l’era del co-autore algoritmico. Il paper scientifico, con il quale si dimostra la validità della tesi di Gpt-5.2, porta infatti la firma di studiosi provenienti da istituzioni universitario di primo livello come l'Institute for Advanced Study, la Vanderbilt University, la Cambridge University e la Harvard University, affiancati da Kevin Weil di OpenAI. I fisici hanno verificato “umanamente” la correttezza della soluzione generata dalla macchina, accertandosi che l'equazione rispettasse condizioni di coerenza estremamente complesse, tra cui il teorema di Weinberg e l'identità di disaccoppiamento U(1). Questo livello di integrazione tra intuizione sintetica e validazione umana solleva interrogativi inediti per il mondo universitario, chiamato ora a valutare ricerche dove “il colpo di genio” della scoperta non appartiene a un essere umano. Andrew Strominger, fisico di Harvard e co-autore dello studio, ha inquadrato bene la portata dell'evento ammettendo che l'intelligenza artificiale «ha scelto un percorso che nessun essere umano avrebbe provato».
L'episodio interviene direttamente nel dibattito scientifico e filosofico sui limiti della creatività computazionale, smontando le argomentazioni di chi riteneva i modelli di linguaggio incapaci di produrre idee autenticamente nuove. Generare un contributo originale di fisica teorica non è affatto equivalente a “mescolare statisticamente” dei testi preesistenti, ma richiede la capacità di astrarre e collegare concetti in modo nuovo. C’è poco da fare: bisogna ammettere che la rete neurale ha superato un limite cognitivo umano, trovando una nuova legge nascosta tra le pieghe della matematica quantistica. Questo passaggio da strumento di mero calcolo a entità capace di intuizione riposiziona l’intelligenza artificiale nell’ambito dell’indagine scientifica, è impossibile affermare il contrario.
La caduta dell’antropocentrismo (anche) accademico impone una revisione del sistema educativo, in particolare nell'insegnamento delle discipline scientifiche e tecnologiche. Vogliamo davvero accontentarci di aule universitarie dove si trasmette un sapere codificato o dove si formano studenti a risolvere equazioni? Il fulcro della didattica dovrà spostarsi verso l’insegnamento di competenze relazionali e critiche necessarie per collaborare con macchine capaci di formulare pensieri lontani dalla logica convenzionale. Gli scienziati di domani dovranno imparare a porre le domande giuste e a interpretare percorsi mentali sfuggenti, coltivando un'agilità intellettuale che permetta di affiancare l'intelligenza artificiale senza esserne fagocitati. Se – come è accaduto – una rete neurale corregge la traiettoria della fisica moderna, il banco di prova per la scuola diventa la capacità di insegnare all'uomo come rimanere rilevante in un mondo in cui non è più l'unico a poter scoprire i segreti dell'universo.

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