Il costo umano (nascosto) dell’intelligenza artificiale
Lavoratori a cottimo esposti a contenuti traumatici e vite distrutte da deepfake illeciti: due recenti casi di cronaca, da Londra all'Ohio, alzano il velo sul reale e inquietante costo umano che si cela dietro lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale.

Due storie, una cruda verità: l'impatto e il costo umano dietro l'algoritmo
Chi sta pagando maggiormente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale? E a che prezzo? Oggi ci soffermiamo su sue notizie uscite a distanza di pochi giorni l'una dall'altra — una arriva Londra, l’altra da Columbus, Ohio — entrambe ci raccontano alcune storie che aiutano tutti a comprendere il reale costo umano dell’intelligenza artificiale.
Scale AI e il lato oscuro dell'addestramento, il dramma dei "tasker"
La prima notizia riguarda Scale AI, società americana partecipata al 49% da Meta: attraverso una piattaforma di lavoro chiamata Outlier, l'azienda ha reclutato decine di migliaia di persone — giornalisti, insegnanti, dottorandi, bibliotecari — per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. Sul sito dell’azienda campeggia uno slogan: «Diventa l'esperto da cui l'IA impara»: la promessa, ovviamente, è quella di un lavoro flessibile e ben retribuito. La realtà, però, è assai diversa: i cosiddetti "tasker", cioè i lavoratori a cottimo che svolgono singoli incarichi, si sono ritrovati a trascrivere audio di filmati pornografici, etichettare foto di carcasse di animali e a classificare immagini di genitali infantili tratte da diagrammi medici. Sette su dieci lavoratori intervistati dal Guardian hanno descritto il loro “nobile” lavoro: setacciare profili pubblici su Facebook e Instagram, annotando nomi, luoghi e relazioni sociali di persone ignare — inclusi minorenni. «Non credo che la gente sappia davvero che c’è qualcuno seduto dietro una scrivania in uno stato a caso, che guarda il proprio profilo social e lo utilizza per generare dati per addestrare l’intelligenza artificiale», ha detto un tasker. Scale AI, chiaramente, ha smentito alcune le accuse, ma il quadro che emerge è inquietante: «Eravamo davvero disperati», ha ammesso un altro lavoratore. Un'artista ha parlato di «vergogna interiorizzata» per aver «contribuito direttamente all'automazione delle mie speranze e dei miei sogni».
Deepfake e abusi, la prima condanna con il Take It Down Act
La seconda notizia, invece, arriva dall'Ohio: il 7 aprile scorso, James Strahler II, 37 anni, si è dichiarato colpevole davanti a un tribunale federale per stalking informatico, produzione di materiale pedopornografico e pubblicazione di deepfake (cioè contenuti visivi contraffatti prodotti con l'intelligenza artificiale) non autorizzati. È la prima persona condannata ai sensi del Take It Down Act, la legge firmata da Donald Trump nel maggio 2025, perché ha installato sul telefono più di 24 applicazioni di intelligenza artificiale e ha creato più di 100 modelli di persone, con relativi profili social, diffondendo, tra l’altro, immagini esplicite di almeno sei donne, alterando video per mostrarle durante atti sessuali. Come se non bastasse, ha usato i volti di bambini reperiti sui Social per produrre oltre settecento immagini oscene, poi caricate su un sito di materiale pedopornografico.
Il vero prezzo dell'IA, una tecnologia che non può
spezzare vite umane
Queste due storie rendono bene l’idea di chi sta pagando il prezzo della diffusione a larga scala dell’intelligenza artificiale: siamo davanti ad una nuova tecnologia che scarica i propri costi umani su chi ha meno strumenti per proteggersi. Da un lato, c’è chi costruisce questa tecnologia nell'ombra, esposto a contenuti disturbanti e sorvegliato in tempo reale. Dall'altro, c’è chi la subisce una volta distribuita: donne le cui immagini vengono alterate senza consenso, bambini i cui volti vengono usati per produrre materiale osceno. Spesso parliamo dell’Ai affrontandone i risvolti economici e tecnici, senza dubbio siamo davanti ad una nuova strabiliante tecnologia, ma dobbiamo ricordarci che il prezzo da pagare per lo sviluppo non può costare vite umane, non può privare dell’innocenza i minori e della coscienza i lavoratori. Gli abusi artificiali hanno un costo molto reale decisamente alto.
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