
Il Consiglio dei ministri che si è svolto giovedì 5 novembre a Palazzo Chigi, su «proposta del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, ha deliberato l’avvio della procedura per la nomina» del deputato della Lega Trifone Altieri a presidente dell’Anac-Autorità nazionale anticorruzione e del «generale di divisione Ivano Maccani, del dottor Eugenio Rubolino, dell’avvocato Carmela Margherita Rodà e della professoressa avvocato Maria Rosaria Maugeri a componenti della medesima Autorità». «L’avvio della procedura di nomina del Presidente - si legge ancora nel documento - è proposto di concerto con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi». Il presidente uscente Giuseppe Busia resta in carica fino alla formalizzazione della nomina. La proposta passerà al Parlamento per il parere obbligatorio da parte delle competenti commissioni parlamentari, e tornerà poi in Cdm prima della formalizzazione finale della nomina con il decreto del presidente della Repubblica.
La nomina dell'esponente leghista ha scatenato la reazione delle opposizioni. «Cosa devo dire? Perché era nelle nostre competenze farlo», ha detto la premier Giorgia Meloni durante il giro dei padiglioni a Eicma, il Salone delle due ruote, rispondendo a chi le ha chiesto della nomina. «La nomina di un uomo di partito, il leghista Altieri, a presidente dell'Anac è un atto irresponsabile e indecente del governo Meloni. Siamo all'assalto al potere da parte di FdI, Lega e FI». Lo affermano gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia. «Questa scelta - aggiungono - suggella l'intolleranza del governo verso ogni forma di controllo pubblico e di equilibrio tra poteri e organi dello Stato. In questa legislatura il centrodestra ha già smantellato i poteri della Corte dei Conti e vari strumenti di indagine contro i reati dei colletti bianchi; ha sistematicamente attaccato la magistratura provando a minarne indipendenza e autonomia, ma i cittadini hanno detto no; ha attaccato la Banca d'Italia, l'Ufficio parlamentare di Bilancio e qualunque altro organismo che abbia mosso critiche all'operato del governo. Tra le vittime degli strali del governo Meloni c'è stata anche l'Anac: chi ha buona memoria ricorda gli attacchi, in particolare della Lega, contro il presidente Busia che nel 2023 criticò il nuovo Codice degli Appalti, uno dei tasselli del piano con cui il governo ha smantellato i presìdi di legalità. Ed ecco che oggi si chiude il cerchio con un leghista al vertice dell'Anac. Che titoli ha Altieri per ricoprire il ruolo? Forse la lunga carriera tra le fila di FI, Pdl, Conservatori e Riformisti e Lega? Un candidato perfetto per lobotomizzare l'Anac e metterla al servizio degli interessi della politica che comanda. Alla guida dell'Anac servono indipendenza, competenza e credibilità istituzionale. E quando si sceglie per guidarla una persona con un'evidentissima colorazione politica, i requisiti di indipendenza e autonomia vengono minati in partenza. In Parlamento la nostra opposizione a questa nomina sarà durissima».
Con Altieri, detto “Nuccio”, Salvini incassa due nomine importanti insieme a quello di Giulio Centemero alla Consob. «Oltre la lottizzazione. Ma molto oltre. Che vergogna», è stato il commento su X del leader di Azione, Carlo Calenda. Con una «scelta irresponsabile e gravissima» il governo «piega un’istituzione di garanzia come l’Anac alle logiche di appartenenza politica», l’affondo del Pd su Altieri, già responsabile del dipartimento Difesa della Lega e dalla primavera nel Cda di Leonardo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire





