Perché la mossa di Vannacci non scuote il bipolarismo italiano. A quando le riflessioni?
Nel centrodestra si ragiona soltanto sulla possibile alleanza con il generale. E il centrosinistra si trova a "tifare" per l'affermazione di una formazione nazionalista. Nessuna riflessione sui valori e su un "cordone sanitario".

A prescindere dai primi sondaggi, da assumere con la necessaria prudenza, la forte eco della nascita di “Futuro Nazionale” ha evidenziato le pesanti fragilità dell’attuale bipolarismo. Da tempo si aspettava una “scossa” a un sistema politico rimasto senza popolo e senza passioni, ma lo si aspettava, cronache alla mano, dal “centro”. E invece la scossa è arrivata da destra. Da una destra, quella di Vannacci, che promuove pubblicamente idee nazionaliste e autoritarie e che sfoggia con orgoglio il simbolo della flottiglia fascista Decima Mas.
A fronte di questa sfida, le forze politiche parlamentari hanno reagito con una discussione tatticistica. Nel centrodestra si ragiona su un punto solo: meglio tenere dentro Fn o far valere un veto legato non tanto alle idee del generale Vannacci, quanto al «tradimento» a danno della Lega? Anche nel centrosinistra la discussione è monotematica: si “tifa” per il nuovo partito di estrema destra e per una sua collocazione autonoma, si “spera” in buoni risultati elettorali di Fn, al fine di sopravanzare aritmeticamente la coalizione composta da Meloni, Salvini e Tajani. In entrambi i casi, nemmeno ci si pone il problema di un attacco diretto a un sistema di valori che, seppur faticosamente e con il filtro della propaganda, i due poli condividono, a partire dalla postura sui diritti fondamentali delle persone e sul diritto internazionale. Poco o nulla si ragiona su ciò che c’è dietro lo strappo vannacciano dal punto di vista politico, culturale, economico e sociale. Nessuno si prende la briga di articolare una riflessione su quel “prima la Nazione, poi lo Stato e le istituzioni, e poi se avanza il diritto” proclamato dal generale poco dopo l’annuncio della discesa in campo. Un manifesto che dovrebbe destare un allarme che va ben oltre i calcoli elettorali.
Ma d’altra parte, è proprio questa la debolezza del bipolarismo in cui si è infilato Vannacci dopo essere sceso dal “tram” della Lega: il corto respiro, la coltivazione ossessiva dell’orticello, il ridurre la politica a una somma di contraddizioni che però consente di “vincere”, tanto poi è il potere a fare da vero collante. È l’inadeguatezza del bipolarismo italiano (per come si è strutturato e per l’incapacità di dare risposte ai problemi reali) ad aver prodotto provocazioni via via più scivolose e pericolose. Questa inadeguatezza resta il principale fattore che potrebbe favorire il partito del generale. E questa inadeguatezza si traduce in debolezza, paura, al punto che nessuno, a 48 ore dalla nascita di Fn, osa usare un’espressione che in Europa e in altri Paesi Ue si utilizza con consapevolezza verso formazioni di analoga impostazione culturale: cordone sanitario. Badare alle convenienze tattiche sarebbe l’ultimo errore dei partiti dei due poli. Le alternative ci sono. Impiegare l’ultimo anno di legislatura mettendo in agenda le urgenze delle famiglie e dei lavoratori. E per scrivere una legge elettorale senza “porcate”, che aiuti la partecipazione, che consenta a più cittadini di sentirsi rappresentati, che non tolga strumenti al Parlamento per solidificare la democrazia.
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