Migranti, deputati Ue: «Ostacolata l'ispezione del centro di Gjader»
Una delegazione di Euro-Verdi denuncia l'impossibilità di esaminare il Cpr dell'accordo Italia-Albania. Guarda (Avs): «In un mese sei tentativi di suicido»

A Gjader non si entra. Una delegazione di europarlamentari del gruppo dei Verdi, ieri, ha denunciato l’impossibilità di svolgere un’ispezione completa e adeguata del centro per migranti previsto dall’accordo Italia-Albania. Secondo quanto riportato dagli eurodeputati, il personale del Cpr avrebbe impedito l'accesso alle celle e si sarebbe rifiutato di fornire dati e di rispondere alle domande della delegazione. L’ispezione non era prevista, gli europarlamentari sono andati a Gjader a sorpresa nel corso di un viaggio in Albania organizzato per incontrare ambientalisti e rappresentanti della società civile impegnati nella lotta contro la costruzione di un maxi-resort di lusso sull'isola di Sazan, promosso da Jared Kushner, genero e consigliere del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
«Nel corso della visita all’interno della struttura, non siamo riusciti a ottenere dati sulle persone recluse - ha spiegato l’eurodeputata di Avs Cristina Guarda, che si trova in Albania insieme ai Verdi e ad alcuni componenti del Tavolo asilo e immigrazione -. Però abbiamo raccolto testimonianze drammatiche che descrivono una quotidianità sospesa e alienante. Solo in un mese, si sono registrati sei tentativi di suicidio e una persona che ha tentato di togliersi la vita due volte si trova ancora reclusa lì dentro, senza l’adeguata assistenza».
La delegata ha raccontato che quella a Gjader è una «non vita»: i detenuti fanno uso sistematico di psicofarmaci e molti trascorrono le giornate a dormire «per sopravvivere all’alienazione». Vivono in attesa di poter rivendicare il diritto d’asilo «senza sapere se e quando verrà loro permesso». Molti di loro, ha spiegato Guarda, probabilmente torneranno nel nostro Paese perché «quasi nove persone su dieci hanno il diritto di rimanere in Italia».
L’eurodeputata ha quindi accusato il Governo italiano di aver cercato di nascondere che «in soli 48 giorni dall’apertura del centro, si sono verificati 54 eventi “critici”, tra cui atti di autolesionismo e tentati suicidi». Circostanza che, secondo Guarda, testimonierebbe la quotidiana violazione dei diritti umani e quindi del protocollo Albania approvato dalla Corte di giustizia dell’Ue. Alla denuncia si sono uniti anche gli altri eurodeputati: «Questo sistema creato nell'ambito dell'accordo Italia-Albania chiaramente non funziona - ha sottolinato l’olandese Tineke Strik, coordinatrice dei Verdi nella commissione Libertà civili del Parlamento europeo -. Dobbiamo assicurarci che non diventi il modello per i centri di detenzione finanziati dall'Ue».
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