Meloni a Tokyo e il patto con la premier giapponese

Asse con Takaichi. Messaggio a Trump sui dazi. Impegno per Ucraina e Medio Oriente. La foto in stile manga e una parola giapponese: gambaru, superare i propri limiti
January 16, 2026
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier giapponese Sanae Takaichi durante la visita di Meloni a Tokyo /ANSA
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier giapponese Sanae Takaichi durante la visita di Meloni a Tokyo /ANSA
Le telecamere si fermano sul volto di Giorgia Meloni. Poi su quello di Sanae Takaichi. Due donne, due premier. C'è una sintonia forte. Reale. C'è una visione del mondo che unisce. La premier italiana chiama la premier giapponese per nome. Poi ripete una parola giapponese: gambaru. «Una parola affascinante... Vuol dire fare più del proprio meglio, cioè ambire a superare sempre i propri limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati...». Ecco la sfida comune. Ed ecco i grandi temi che "colorano" il bilaterale Italia-Giappone. «...Questa è l'occasione per fare il punto sulle tante crisi aperte a livello globale, sulle tante questioni in agenda, per confermare il nostro impegno comune per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, per consolidare il processo di pace in Medio Oriente, per garantire la sicurezza e la stabilità dell'Indo-Pacifico...». Giorgia Meloni che scende dall'aereo con gli occhiali da sole e la figlia Ginevra per mano quando in Italia è notte fonda. È a Tokyo per la sua terza missione in Giappone da quando è a Palazzo Chigi e per incontrare la sua omologa Sanae Takaichi, appena prima che riporti il Paese del Sol Levante al voto per sfruttare al massimo il consenso popolare di cui gode. È un vertice per cementare un rapporto. Per trovare soluzioni comuni. Per disegnare strategie politiche ed economiche. Meloni e Takaichi lanciano un messaggio trasversale alle crisi internazionali che non accennano a trovare soluzione, dall'Iran all'Ucraina (passando per la Groenlandia), e che sarà riecheggiato parecchio anche a Pechino. Si dicono pronte ad «agire insieme per difendere un ordine internazionale libero, giusto e aperto» e soprattutto «fondato sulla forza del diritto» in un contesto che è invece segnato da «instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste, che minano le regole condivise». Una visione che unisce. Priorità strategiche condivise, a partire dalla sfida demografica. E non solo perché sono due donne, ma perché dal sostegno alla natalità passa il futuro di ogni nazione. Per Meloni e Takaichi è il secondo faccia a faccia dopo un primo incontro in Sudafrica in occasione del G20 lo scorso novembre. La premier italiana arriva nella capitale del Sol Levante nel giorno del suo 49esimo compleanno e ringrazia via video social militanti e sostenitori degli auguri. Nel bilaterale, che cade mentre si celebrano i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, ci si concentra sulle opportunità di collaborazione a partire dalla difesa (insieme Italia e Giappone partecipano al programma Gcap con la Gran Bretagna) e dallo sviluppo tecnologico e rappresenta «molto di più di un progetto industriale avanzato» perché «rafforza la nostra autonomia strategica, contribuisce alla sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra che la cooperazione tra nazioni affini è la risposta più efficace ai rischi e alle minacce sistemiche». I segnali si accavallano. Sulle grandi questioni politiche ma anche sui grandi nodi economici. Chiaro quello vhe da Tokio parte diretto a Trump: la politica dei dazi non va bene. E la sicurezza economica passa anche dal «contrasto a pratiche sleali che distorcono il mercato», secondo il leitmotiv che rimane «libero mercato solo se è anche equo». 
La foto in stile "anime" che hanno postato entrambe le premier sui propri profili social
La foto in stile "anime" che hanno postato entrambe le premier sui propri profili social
 La cronaca del bilaterale conferma l'asse tra «Giorgia e Sanae». La premier giapponese apre il colloquio facendo gli auguri a Meloni. «È per me un grande onore che abbia festeggiato qui da noi. Insieme al popolo giapponese, desidero celebrare il compleanno di Giorgia. Tanti auguri...». Poi le consegna due regali: la mascotte "Tunku Tunku" di Green Expo 2027 - che rappresenta la connessione armoniosa e la risonanza tra gli esseri umani e tutte le forme di vita - e una serie di disegnini realizzati da bambini giapponesi. A chiudere idealmente l'incontro arriva anche il post su X della premier italiana: un selfie che la ritrae sorridente accanto a Takaichi, accompagnato da un'immagine delle due leader, generata dall'intelligenza artificiale, nello stile caratteristico dei cartoni giapponesi 'manga'. Un omaggio evidente alla cultura pop giapponese e, insieme, un modo moderno e informale di raccontare la diplomazia sui social. Poi un punto finale e l'ultima conferma firmata Giorgia Meloni. «Abbiamo ribadito la volontà di far crescere una cooperazione strategica sempre più solida: dall'economia all'innovazione, dalla tecnologia all'industria, dalla sicurezza alla ricerca, fino alle grandi sfide globali... Italia e Giappone sono partner affidabili, capaci di lavorare insieme per la stabilità, la crescita e un ordine internazionale fondato sulle regole, sul dialogo e sulla responsabilità. In un mondo che cambia rapidamente, rafforzare legami come questo significa costruire sicurezza e opportunità concrete per i nostri cittadini e per le future generazioni. Un'amicizia che si consolida. Una collaborazione che guarda lontano»
 

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