Legge elettorale, il governo tira il primo sospiro di sollievo: sì alla fiducia sul primo articolo
I voti a favore sono 226, i contrari 147 e tre astenuti. Maggioranza al gran completo. Ora il voto sul secondo. Le opposizioni protestano

Il Governo tira il primo sospiro di sollievo. I tre giorni ad alta tensione della legge elettorale iniziano con il piede giusto. Via libera dalla Camera alla fiducia all’esecutivo sull'articolo 1 della legge elettorale, che, tra le altre cose, contiene le modifiche al testo apportate da Palazzo Madama in materia di firme e preferenze per quanto riguarda la Camera. I voti a favore sono 226, i contrari 147 e tre gli astenuti. In Aula sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sull'articolo 2 della riforma, relativo al sistema di voto per l'elezione del Senato. La road map poi passerà da domani, quando sarà votata la fiducia sul terzo dei quattro articoli rivisti nel passaggio al Senato. Ma soprattutto da giovedì, quando ci sarà il voto finale sul testo a scrutinio segreto. Terra di possibili franchi tiratori che potrebbero far saltare il banco. E portare il Paese alle urne, come ha minacciato la premier Giorgia Meloni. La tensione, quindi, resta nell’aria. E si poteva tagliare con il coltello già all’inizio della mattinata durante le dichiarazioni di voto. Con il centrodestra che comunque faceva trasparire tranquillità e assicurava «compattezza», schierando i "top" (presenti i ministri Pichetto, Giorgetti, Nordio e Roccella e diversi sottosegretari). E con le opposizioni all’attacco contro la mossa del Governo, pronte anche al ricorso alla Consulta.
«Avete messo la fiducia perché eravate divisi dalla testa fino ai piedi», ha tuonato Roberto Giachetti, di Italia Viva. Per Vittoria Baldino, vicepresidente del Movimento 5 stelle, non si tratta «di una prova di forza ma di un’estrema debolezza politica, è la paura del Parlamento, dei franchi tiratori e dei vostri parlamentari». Le ha fatto eco il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. «Mentre milioni di italiani si chiedono come arrivare alla fine del mese, la destra pensa a come arrivare alla fine della legislatura e restare al potere – ha attaccato -. È questa ormai la distanza enorme tra la propaganda di Palazzo Chigi e la vita reale del Paese». Con le opposizioni ha votato anche Futuro nazionale di Roberto Vannacci. Il deputato di Fn, Gianangelo Bof, annunciando il no del suo partito, si è scagliato contro l’esecutivo: «Questa è la storia di Giorgia, Matteo, Antonio e la legge elettorale – ha detto -. Stavano giocando al governo e si sono accorti che con le regole di quel gioco non avrebbero potuto continuare perché nel frattempo Elly, Giuseppe e Angelo erano diventati tutti amici. Allora hanno pensato di cambiare le regole di quel gioco». Sullo stesso registro, la capogruppo di Avs, Luana Zanella, secondo cui il Governo si comporta come «il bambino che porta via la palla perché le regole non gli piacciono più» raccontando che «lo fa per la stabilità». Nel frattempo, continua il digiuno del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha ricevuto un messaggio da parte della premier Meloni. La presidente si è voluta informare sulle sue condizioni di salute. «La ringrazio - ha detto Magi -. È positivo che la premier cerchi un canale di dialogo con noi, sebbene sulla questione firme al momento non riscontriamo alcuna apertura da parte del governo. Per questo, anche alla luce dei parametri positivi relativi al mio stato di salute riscontrati a seguito di una visita con il dottor Claudio Santini, proseguirò con l'iniziativa nonviolenta del digiuno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire





