La strategia dell'Italia sull'Artico: non ci sono militari, ma imprenditori
Presentato a Roma il nuovo documento per la regione polare. Tajani annuncia una missione imprenditoriale. E Crosetto ironizza sull'invio simbolico dei soldati: «Una barzelletta»

Anche l’Italia scende in campo sullo scacchiere dell’Artico, portato al centro dell’attualità dalle pretese di Trump sulla Groenlandia. Senza militari, ma con una missione imprenditoriale. E ribadendo che la regione è «una priorità dell'Ue e della Nato». In un contesto che, nonostante le temperature, sta diventando sempre più incandescente. Con i primi soldati sbarcati a Nuuk, avanguardia della missione Arctic Endurance, che coinvolge otto Paesi della Nato che si stanno mobilitando con l’invio simbolico di soldati, per far fronte appunto al rinato interesse Usa. Iniziativa che però non scalfisce nemmeno di un millimetro le aspirazioni del tycoon. Ma fa alzare la voce al Cremlino, che considera la Groenlandia «territorio della Danimarca» e accusa l’Alleanza atlantica di voler militarizzare l’Artico. È in questo quadro complesso che l’Italia ha presentato a Roma, a Villa Madama, il nuovo documento strategico italiano “La politica artica italiana. L'Italia e l'Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”. Un testo che fa seguito alla dichiarazione congiunta che Meloni ha firmato insieme a sei leader europei lo scorso 6 gennaio, in cui veniva ribadita la sovranità della Groenlandia.
In apertura della conferenza, a tracciare le coordinate (e a richiamare il senso del messaggio trumpiano) è stata la stessa premier: «L'Italia è convinta – ha scritto in un messaggio - che l'Artico debba essere sempre una priorità dell'Ue e della Nato e che l'Alleanza atlantica debba cogliere l'opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni e rispondere alle ingerenza di altri attori». L'Italia, ha aggiunto la presidente del Consiglio, «è perfettamente consapevole di quanto questa regione del mondo rappresenti un quadrante strategico negli equilibri globali e intende continuare a fare la propria parte per preservare l'Artico come area di pace, cooperazione e prosperità».
Ma sul dispiegamento militare l'Italia esprime il suo scetticismo, come ribadito dal ministro Crosetto, che ha ironizzato nuovamente sull’invio simbolico dei militari: «Quindici soldati mandati in Groenlandia, mi chiedo a fare cosa? Una gita? Immaginate, 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l'inizio di una barzelletta», ha detto, sottolineando la necessità di «tenere insieme il mondo occidentale, in ottica Nato e Onu», e definendo l’Artico «una terra di nessuno dove è necessario costruire regole». Per questo motivo, ha spiegato, anche considerando che «il cambiamento climatico creerà nella regione vie di comunicazione nuove» e che «la Russia, il giorno che finirà la guerra in Ucraina, potrebbe spostare le risorse militari in questo settore», il ministro ha sottolineato che l’Italia «deve mantenere necessariamente un presidio, una presenza economica, commerciale, di ricerca anche militare, in una parte del mondo che diventerà sempre più strategica».
In quest’ottica, il ministro degli Esteri Tajani, ha annunciato una missione imprenditoriale per l'Artico. «Stiamo preparando insieme alla nostra ambasciata a Copenaghen una missione dedicata al tema Artico - ha detto -. Siamo osservatori del Consiglio Artico ma siamo anche parte attiva e questo significa lavorare in maniera costruttiva a livello industriale. Non possiamo non tenere conto dell'importanza delle materie prime e l'Artico ne è ricco». Mentre il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha assicurato che «la ricerca italiana nell'Artico è in grande vantaggio» e ha ribadito «l'intenzione di continuare ad affermare la nostra capacità innovativa».
Inoltre, come anticipato dal Corriere della Sera, che ha potuto visionare le 52 pagine della strategia, nel documento l’Italia, consapevole delle manovre russe e cinesi nella regione, propone come contributo la propria «expertise su cyber-resilienza e protezione delle infrastrutture critiche; ma soprattutto cooperazione su sistemi satellitari per la sorveglianza marittima, il monitoraggio ambientale e il controllo delle rotte artiche». E la «condivisione di best practices Nato-Ue contro interferenze ibride». Inoltre, si legge ancora nel dossier, la «strategia delineata mette a sistema obiettivi di sicurezza nel medio-lungo periodo per tutelare l'Artico come bene pubblico internazionale, contribuendo al rafforzamento della deterrenza e difesa nel quadro euro-atlantico». La difesa della Groenlandia, insomma, passa oggi «soprattutto dalla protezione delle sue risorse strategiche, delle infrastrutture e anche delle decisioni sovrane da interferenze esterne». Ecco perché «l'Italia sostiene una risposta euroatlantica ferma ma responsabile, basata su deterrenza, cooperazione e sviluppo sostenibile».
Non si sono fatte attendere le prime accuse dell’opposizione. «Il governo italiano ha presentato una strategia per l'Artico che insegue Trump, con la sua logica di voler sfruttare economicamente l'Artico: una sorta di Piano Mattei per il Polo Nord», ha tuonato Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi e deputato di Avs.
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