Il ristorante a Roma, la società con il boss, la smentita: Delmastro è di nuovo nella bufera

di Redazione romana
Il sottosegretario alla Giustizia secondo il “Fatto Quotidiano” sarebbe in affari con un condannato per mafia. Lui si ribella: tutta la mia vita è contro le cosche. Le opposizioni: si dimetta. Imbarazzo nel governo
March 19, 2026
Il ristorante a Roma, la società con il boss, la smentita: Delmastro è di nuovo nella bufera
Andrea Delmastro Delle Vedove / ANSA
Ora Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giuistizia e ascoltato collaboratore di Giorgia Meloni, alza la voce. «La mafia per me è una montagna di m..., lo testimonia tutta la mia vita politica, lo testimonia il livello di scorta che ho, lo testimoniano le tante, tantissime indicazioni di attentati, di tentativi di aggredire il sottoscritto da parte dei tanti mafiosi che stanno negli istituti penitenziari e che in passato non avevano il presidio di legalità che oggi c'é». Parole per spazzare via i dubbi. Per cancellare i titoli dei giornali online. Per rispondere all'attacco delle opposizioni. La vicenda è pubblica da due giorni: la miccia è un articolo comparso sulle pagine del Fatto Quotidiano e in particolare la storia di una società, "Le 5 Forchette Srl", di cui aveva una quota l'esponente di Fdi. Della compagine societaria faceva parte anche Miriam Caroccia, figlia di Mauro, attualmente in carcere a Viterbo dove sta scontando una condanna definitiva a 4 anni per l'indagine della Dda di Roma sul clan di stampo camorristico capeggiato da Michele Senese, detto “o Pazz”. La Srl, fondata davanti ad un notaio di Biella, aveva l'unità locale in via Tuscolana, al civico 452, dove è stato aperto il ristorante "Bisteccheria d'Italia". Locale reclamizzato dallo stesso Mauro Caroccia nell'aprile del 2025 con un video sui social. Tra la fine di febbraio e il marzo scorso, dopo la sentenza definitiva della Cassazione nella maxi indagine dei magistrati di piazzale Clodio, Delmastro ha ceduto definitivamente la sua quota. Pd, M5s e Avs vanno all'attacco. I dem chiedono alla premier Meloni di chiarire e sollecitano l'intervento della commissione Antimafia. In una nota congiunta i membri Pd chiedono alla presidente della Commissione, Chiara Colosimo, di acquisire gli atti sulla vicenda che riguarda esponenti piemontesi di Fratelli d'Italia, in primis il sottosegretario Delmastro.
Notizie di stampa hanno rivelato che questi esponenti politici di primo piano in Piemonte gravitanti nell'area territoriale biellese, hanno dato vita a una società che ha intrattenuto rapporti con esponenti della famiglia Caroccia. Dal canto suo Delmastro respinge qualsiasi insinuazione. «La mia storia antimafia è chiara ed evidente, la mia battaglia contro la mafia è chiara ed evidente. Il mio livello di scorta non nasce per altri motivi se non per la mia battaglia contro la mafia». Poi entra nel merito della vicenda: «Si parla di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che si scopre essere "la figlia di". Poi spiega che appena ha scoperto come stessero le cose «ho lasciato la società. E l'ho fatto per il rigore etico e morale che mi contraddistingue». Per M5s le parole del sottosegretario sono «disarmanti». Lo scontro è forte. «Non è minimamente credibile - sostengono i membri pentastellati in Antimafia - che una ragazza di 18 anni agisca da sola come amministratore unico con il 50% delle quote di una società, è evidente che dietro di lei si muove il ben noto gruppo familiare. Delmastro vuole dirci di essersi accorto solo dopo una sentenza definitiva che Miriam Caroccia è figlia di? La vicenda giudiziaria della famiglia Caroccia e del clan Senesi andava avanti da anni, se il sottosegretario alla Giustizia fa un'affermazione del genere c'è da chiedersi in che mani sia la Giustizia italiana». Ora dopo ora lo scontro (anzi l'attacco delle opposizioni) sale di intensità. Si chiedono le dimissioni del sottosegretario. E una parola chiara da parte di Giorgia Meloni. Che, per ora, non arriva.  

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