
Urne chiuse nei 42 comuni in cui si votava per il secondo turno di questa tornata amministrativa, tra cui 6 capoluoghi di provincia. L’affluenza si ferma al 52,07% degli aventi diritto e segna un calo di 8 punti percentuali rispetto al primo turno. Il centrodestra tiene Arezzo, dove Marcello Comanducci batte in scioltezza Vincenzo Ciccarelli, conferma Sandro Parcaroli a Macerata e conquista Lecco. Perde però ad Agrigento, dove la sconfitta di Dino Alonge è rovinosa, con Michele Sodano, candidato del Campo largo ed esponente di Controcorrente di Ismaele La Vardera, che sfonda la soglia del 70% di preferenze. Il fronte progressista tiene anche Chieti, dove ha schierato l'ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, e Trani.
Guardando solo ai capoluoghi, il centrosinistra era arrivato al secondo round col favore dei numeri, dopo la conferma al primo turno di Mantova, Prato Salerno e Andria e la conquista di altre tre città strappate agli avversari (Pistoia, Avellino ed Enna). La maggioranza aveva però vinto nei due big match di questa tornata, con la sorprendente conferma di Venezia e la vittoria di peso a Reggio Calabria. Il tre a tre di oggi chiude la partita con un totale di 10 a 5 per il campo largo e tre vittorie ai civici (tutte archiviate al primo round).
Il centrodestra supera anche il test peculiare di Vigevano, ribaltando lo svantaggio del primo turno, quando ha corso diviso. Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia, ha ottenuto il 57,3% dei voti contro il 42,6% di Rossella Buratti (campo largo), che era stata la più votata al primo turno con il 34,3% (contro il 24,3% di Previde Massara). Decisivi per la vittoria i molti voti dei due candidati del centrodestra esclusi dal ballottaggio, l'ex assessore Riccardo Ghia, sostenuto da Lega e Fratelli d'Italia (che aveva preso il 21,4%), e Furio Suvilla, il candidato sostenuto da Roberto Vannacci sorpresa del primo turno con il 14,2%.
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