Il centrodestra passa ad Arezzo e Macerata, ma capitola ad Agrigento: tutti i risultati dei ballottaggi

Sostanziale pareggio fra i due poli, col centrosinistra che rivendica: noi passati da 8 a 10 sindaci. Lettura diversa da Meloni: «Avanti così, con serietà». Affluenza calata (al 52%) di 8 punti dal primo turno
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June 8, 2026
Il centrodestra passa ad Arezzo e Macerata, ma capitola ad Agrigento: tutti i risultati dei ballottaggi
Il voto per le elezioni amministrative in un istituto scolastico a Roma, Roma, 3 ottobre 2021. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI Il voto per le elezioni amministrative si svolgerà oggi e domani a Reggio Calabria
Alle cinque di sera, quando i risultati del secondo turno delle elezioni amministrative sono pressoché definiti, è la premier Giorgia Meloni a porgere di persona, con un messaggio sulle reti social, i propri «complimenti» e gli «auguri di buon lavoro» a «tutti i sindaci eletti nei ballottaggi, di ogni schieramento». A suo modo di vedere, «i risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori».In alcune città, i voti incassati sono una boccata d’ossigeno per la propria parte politica, in questo scorcio finale di legislatura, tanto che la leader di FdI incita le truppe: «Avanti così, con serietà e concretezza». Risultati elettorali alla mano, tuttavia, sui 42 Comuni italiani (fra cui sei capoluoghi di provincia) tornati alle urne per scegliere ciascuno tra i due candidati più votati nella tornata del 24-25 maggio, il responso non consente a nessuna delle due coalizioni di eccedere in festeggiamenti. Indicativo è lo spoglio nei sei capoluoghi: se il centrodestra strappa Lecco agli avversari e la spunta a Macerata e Arezzo, a sua volta il centrosinistra sfila Agrigento ai rivali e vince anche a Chieti e a Trani. In totale, nei 18 comuni capoluogo al voto nell’intera tornata, entrambi gli schieramenti guadagnano qualcosa, togliendola alle liste civiche: il centrodestra passa da 5 sindaci uscenti a 6; il centrosinistra da 8 uscenti a 10, mentre i sindaci civici o espressi da altre liste calano da 5 a 2.
Prima di esaminare nel dettaglio i risultati, soffermiamoci un attimo sul dato dell’affluenza definitiva nei ballottaggi. Alla chiusura delle operazioni di voto, si è fermata al 52,07%, registrando un calo di oltre otto punti (-8,41%) rispetto al primo turno, quando negli stessi Comuni la partecipazione al voto aveva toccato quota 60,48%. Passando all’esame delle singole città capoluogo, in Lombardia Filippo Boscagli riporta la guida di Lecco nell’area di centrodestra, imponendosi di misura sul sindaco uscente Mauro Gattinoni, sostenuto dal campo largo. Nella toscana Arezzo è Marcello Comanducci a confermare la città per il centrodestra , staccando lo sfidante Vincenzo Ceccarelli, sostenuto dal campo largo. Anche a Macerata gli elettori confermano l’uscente Sandro Parcaroli, appoggiato dal centrodestra, che si impone sullo sfidante Gianluca Tittarelli del centrosinistra. In Sicilia, invece, ad Agrigento trionfa Michele Sodano (un passato a “X Factor”), che incassa il 72,31% dei voti e rilancia il centrosinistra con il movimento di Ismaele La Vardera, mentre Dino Alonge, sostenuto da una parte del centrodestra, si ferma al 27,69%. Per la prima volta nella storia, dunque, la città sarà amministrata da un sindaco progressista: «Adesso comincia il bello - auspica Sodano -. E il bello sarà ricostruire la nostra Agrigento». In Abruzzo, a Chieti, successo per Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e già commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma, che batte lo sfidante Cristiano Sicari, centrodestra. In Puglia, Trani resta al centrosinistra grazie alla riconferma dell’uscente Marco Galiano, che ha la meglio su Angelo Guarriello.
Interessanti sono poi alcuni risultati in città popolose, anche se non province. Fra queste, vanno segnalate Viareggio (dove la candidata Sara Grilli prevale per un pugno di voti sull’avversaria di centrosinistra Federica Maineri) e il caso del “laboratorio” della lombarda Vigevano, dove il centrodestra al primo turno si era presentato diviso, con tre diversi candidati: il forzista Paolo Previde Massara; Riccardo Ghia, sostenuto da Lega, FdI e Noi Moderati; e il vannacciano Furio Suvilla, di Futuro nazionale. Al ballottaggio era approdato solo Massara (mentre Ghia e Suvilla, col 21 e il 14% erano rimasti fuori) contro la candidata di centrosinistra Rossella Buratti. E proprio Massara l’ha spuntata, in una competizione in cui - secondo i flussi di voto analizzati da Youtrend - la posizione di Futuro nazionale del generale Vannacci non avrebbe inciso eccessivamente e nemmeno pregiudicato il centrodestra. Da un lato, infatti, oltre la metà dei suoi elettori del primo turno ha scelto di non tornare alle urne al secondo. Ma tra chi ha votato al ballottaggio, la maggioranza si è orientata comunque verso l’azzurro Massara (col 41% degli elettori di Suvilla che ha optato per lui), mentre solo il 7% ha votato Buratti. Degni di nota anche i dati della Puglia, dove il centrosinistra guadagna 10 comuni rispetto a quanti ne amministrava prima (vincendo ad esempio nella popolosa Molfetta), ma mastica amaro a San Giovanni Rotondo (paese del leader di M5S, Giuseppe Conte, che venerdì aveva preso parte al comizio di chiusura) per la sconfitta di Rossella Fini a vantaggio dell’avvocata Floriana Natale, di centrodestra. A sera, dal versante del campo largo, la segretaria dem Elly Schlein punzecchia la maggioranza: «Giorgia Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice. Anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell'alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese».

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