Blocco navale, modello Albania, stretta sui ricongiungimenti: le bozze del ddl immigrazione

Dopo il pacchetto sicurezza, il Governo è già pronto a sfornare un nuovo testo. Fatte le ultime limature, il provvedimento potrebbe finire nel pomeriggio sul tavolo del Consiglio dei ministri
February 11, 2026
Blocco navale, modello Albania, stretta sui ricongiungimenti: le bozze del ddl immigrazione
Il decreto legge collegato al pacchetto sicurezza non è stato ancora promulgato dal capo dello Stato (fino a lunedì sera era al vaglio della Ragioneria), ma dopo la stretta sull’ordine pubblico il Governo è già pronto a presentarne un’altra sull’immigrazione. Il disegno di legge che la contiene - e in cui sono state travasate anche alcuni disposizioni sfilate dal pacchetto sicurezza dopo il confronto fra Palazzo Chigi e il Quirinale - potrebbe approdare già nel pomeriggio sul tavolo del Consiglio dei ministri, all’indomani dell’approvazione dei due regolamenti europei relativi al concetto di «Paese Terzo sicuro» e alla lista di Stati che secondo l’Ue possono ricadere in quella definizione. Un timing non casuale e che l’esecutivo italiano sottolinea: «Finalmente la svolta chiesta dall’Italia in materia di immigrazione c’è stata», commenta il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dando voce alla soddisfazione dei colleghi di Governo.
Piantedosi: la lista Ue è 
un «successo del Governo»
Il titolare del Viminale parla senza mezzi termini di «un grande successo del Governo italiano» che «ha saputo con determinazione e convinzione far valere le proprie posizioni in materia di migrazione in Europa». Piantedosi si dice convinto che la definizione della lista europea dei Paesi terzi sicuri sia «in linea con i provvedimenti già adottati dall'Italia, dove compaiono oltre ai Paesi candidati alla adesione anche Paesi quali Egitto, Tunisia e Bangladesh». A suo parere, il concetto di «Paese terzo sicuro introduce criteri più chiari, che consentiranno agli Stati di valutare l'inammissibilità della domanda di asilo», qualora il richiedente «abbia transitato» in uno dei suddetti Stati, in cui avrebbe potuto ottenere una protezione effettiva.
Già sul tavolo del Cdm?
Nei giorni scorsi, dopo il travagliato varo del pacchetto sicurezza, sia la premier Giorgia Meloni che il ministro dell’Interno hanno annunciato l’imminente approdo in Consiglio dei ministri di un «provvedimento interamente dedicato all’immigrazione». Un testo al quale stanno lavorando alacremente gli uffici legislativi del Viminale e quelli di Palazzo Chigi. Finora, il pre-Consiglio non se n’era ancora occupato, ma potrebbe farlo in mattinata. Fonti di maggioranza ipotizzano infatti che, fatte le ultime limature, il testo possa anche andare già oggi all’esame del Cdm, salvo cambi di programma last minute.
Stretta sui ricongiungimenti, “blocco navale” e rilancio del "modello Albania”
Nel nuovo ddl, s econdo alcune fonti, potrebbero trovare posto alcune disposizioni stralciate in extremis dal Pacchetto sicurezza. Fra queste, le norme per recepire il Patto europeo su asilo e immigrazione ( la cui entrata in vigore è prevista a giugno e che comprende le nuove regole sui “Paesi terzi sicuri”), ma anche il giro di vite sui ricongiungimenti familiari (più volte annunciato dalla Lega) che restringerebbe il novero di parenti di cui gli immigrati regolari possono richiedere l’arrivo nel nostro Paese. E, ancora, la disposizione sul “blocco navale”, insieme al rilancio del “modello Albania”. Stando alle precedenti bozze poi “depurate”, funzionerebbe così: su proposta del ministro dell’Interno, il Cdm potrebbe decidere a carico di una precisa imbarcazione in arrivo l’interdizione (fino a 30 giorni, prorogabili di altri 30 fino a un massimo di 6 mesi) dell’attraversamento del limite delle acque territoriali, in casi di minaccia alla sicurezza nazionale, rischio di terrorismo o di «pressione migratoria eccezionale». In tal caso, i migranti potrebbero essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato accordi». Come l’Albania, appunto, dove i due centri realizzati dal Governo italiano con dispendio di risorse verrebbero riutilizzati. Tuttavia, la materia resta delicata e complessa, per via dei profili critici rispetto ai trattati internazionali. Va detto infine che nelle bozze poi limate erano contenute pure norme restrittive sui minori stranieri non accompagnati e disposizioni per limitare il sindacato dei tribunali in materia di convalida di trattenimenti ed espulsioni. Ma al momento non c’è conferma che siano confluite nel ddl in fieri, che in ogni caso andrebbe al vaglio del Parlamento e potrebbe essere successivamente suscettibile di ulteriori modifiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA