I dazi di Trump: e se dopo lo choc ne uscissimo migliori?

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta demolendo le fondamenta della globalizzazione come nessuno aveva mai tentato di fare. Libero mercato, scambi globali, spostamento delle aziende: tutti vengono messi in discussione da quando, il 2 aprile, il tycoon ha introdotto i dazi contro tutto e tutti. Lo ha fatto con toni aggressivi e caotici, apparentemente senza una strategia e quindi in modo pericoloso.
April 17, 2025
  Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta demolendo le fondamenta della globalizzazione come nessuno aveva mai tentato di fare. Libero mercato, scambi globali, spostamento delle aziende: tutti vengono messi in discussione da quando, il 2 aprile, il tycoon ha introdotto i dazi contro tutto e tutti. Lo ha fatto con toni aggressivi e caotici, apparentemente senza una strategia e quindi in modo pericoloso.La sua decisione incide però su un sistema in cui la globalizzazione è diventata estrema: ha portato enormi vantaggi a milioni di persone ma è anche riuscita a ridurre al minimo il dibattito sui suoi effetti collaterali negativi. Come la perdita di imprese e posti di lavoro, trasferiti per massimizzare il profitto. O le indecenti condizioni di lavoro di milioni di persone nei Paesi del Sudest asiatico e dell’Africa trasformati nelle “fabbriche del mondo”. O l'inquinamento.Adesso è durissima. Ma se questo choc ci aiutasse a disegnare un sistema più equo, e a uscirne migliori?Marco Ferrando, vicedirettore di Avvenire, ne parla nel nuovo episodio di Dentro l'Avvenire con Pietro Saccò, responsabile del settore Economia di Avvenire.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Altri episodi

Denigrare la politica è facile, ma il disinteresse civico è un rischio: papa Leone, Mattarella e Gentiloni richiamano i giovani a non essere “turisti della storia”, mentre Bergamini e Sensi discutono come ridare senso e slancio alla vita pubblica.

L'impegno della Fondazione Maire nel promuovere la transizione energetica attraverso il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni raccontato in un podcast.

Tre testimonianze da contesti di conflitto e fragilità. «I bambini che muoiono a Gaza, i profughi che scappano dall'Ucraina, le persone migranti che vivono per strada: tra loro si scorgono i volti che di solito si associano al presepe»

Con fra Roberto Pasolini, predicatore della Casa pontificia, capiamo qual è il senso profondo di questa festa. Che, ogni anno, si ripete uguale a se stessa