lunedì 17 gennaio 2022
Dio vuole per noi il meglio, ci vuole felici: così Francesco commenta all'Angelus il brano sulle nozze di Cana. La vicinanza del Papa al Brasile colpito dalle inondazioni
«La gioia offerta da Gesù non è mai annacquata, ma piena e disinteressata»
COMMENTA E CONDIVIDI

Dio vuole per noi il meglio, ci vuole felici: così Francesco commenta all'Angelus il brano sulle nozze di Cana, precisando che il segno di cui si racconta "non è una guarigione straordinaria o un prodigio", ma un "gesto che viene incontro a un bisogno semplice e concreto di gente comune". L'invito del Pontefice è a riconoscere i segni di tenerezza nella nostra vita.

IL TESTO DELL'ANGELUS

"E' la Madonna la prima ad accorgersi della mancanza del vino, e ciò che contraddistingue il modo in cui lo segnala a Gesù è la sua discrezione, che rispecchia lo stile di Dio" ha riflettuto il Papa. "E Lui interviene - ha proseguito Francesco - senza clamore, senza quasi darlo a vedere. Tutto si svolge nel riserbo, “dietro le quinte”: Gesù dice ai servi di riempire le anfore d’acqua, che diventa vino. Così agisce Dio, con vicinanza e discrezione. I discepoli di Gesù colgono questo: vedono che grazie a Lui la festa di nozze è diventata ancora più bella. E vedono anche il modo di agire di Gesù, questo suo servire nel nascondimento - così è Gesù: ci aiuta, ci serve nel nascondimento, in quel momento - tanto che i complimenti per il vino buono vanno poi allo sposo. Nessuno se ne accorge, soltanto i servitori. Così comincia a svilupparsi in loro il germe della fede, cioè credono che in Gesù è presente Dio, l’amore di Dio.

"Lui interviene senza clamore, senza quasi darlo a vedere. Tutto si svolge nel riserbo, tutto si svolge 'dietro le quinte'", ha sottolineato il Pontefice che ha aggiunto a braccio come Gesù ci aiuti "nel nascondimento", "Così agisce Dio, con vicinanza con discrezione".

"È bello pensare che il primo segno che Gesù compie non è una guarigione straordinaria o un prodigio nel tempio di Gerusalemme, ma un gesto che viene incontro a un bisogno semplice e concreto di gente comune. Un gesto domestico - prosegue sempre a braccio - un miracolo 'in punta di piedi', silenzioso".

Francesco si è soffermato, inoltre, su un altro tratto distintivo del segno di Cana, che rivela ancora una volta il modo sorprendente e singolare in cui agisce Gesù. Mentre, infatti, in genere il vino che si dava alla fine della festa era quello "meno buono, quello annacquato", Gesù fa in modo "che la festa si concluda con il vino migliore", osserva Francesco. E aggiunge: "anche oggi si fa così, la gente a quel punto non distingue tanto bene se è un vino buono o è un vino un po’ annacquato".

"Simbolicamente questo ci dice che Dio vuole per noi il meglio, ci vuole felici. Non si pone limiti e non ci chiede interessi. Nel segno di Gesù non c’è spazio per secondi fini, per pretese verso gli sposi. No, la gioia che Gesù lascia nel cuore è piena e disinteressata. Non è mai annacquata!".

"Proviamo oggi a frugare tra i ricordi alla ricerca dei segni che il Signore ha compiuto nella mia
vita. Ognuno dica: nella mia vita, quali segni il Signore ha compiuto? Quali accenni della sua presenza? Segni che ha fatto per mostrarci che ci ama; pensiamo a quel momento difficile in cui Dio mi ha fatto sperimentare il suo amore...". È l'"esercizio" che "può fare molto bene", suggerito da Papa Francesco ai fedeli radunati in piazza San Pietro per la recita dell'Angelus. "E chiediamoci: con quali segni, discreti e
premurosi, mi ha fatto sentire la sua tenerezza? Quando io ho sentito più vicino il Signore, quando ho sentito la sua tenerezza, la sua compassione? Ognuno di noi nella sua storia ha di questi momenti. Andiamo a cercare quei segni, facciamo memoria. Come ho scoperto la sua vicinanza? Come in me è
rimasta nel cuore una grande gioia? Facciamo rivivere i momenti in cui abbiamo sperimentato la sua presenza e l'intercessione di Maria".

Il pensiero agli alluvionati in Brasile e alla Settimana di Preghiera per l'unità dei cristiani

Dopo la preghiera mariana, il papa ha espresso la sua vicinanza alle persone colpite da forti piogge in Brasile durante la settimana. Ha pregato per le vittime, quanti hanno preso la casa e ha sostenuto chi si adopera per gli aiuti.

Francesco ha inoltre ricordato che dal 18 al 25 gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. "Siamo in cammino, pellegrini, verso la piena unità", ha detto, invitando in questo tempo ad offrire le nostre fatiche e sofferenze per l’unità dei cristiani.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: