lunedì 11 novembre 2013
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​La notizia di 1.500 opere d’arte ritrovate in un vecchio appartamento dietro a scatolette di latta e a oggetti polverosi, fa sollevare il cuore. Si ha l’impressione di una risurrezione. La verità ha una sua forza segreta che rende giustizia al mondo. Quelle opere erano state giudicate da Hitler «arte degenere», eppure sono riuscite a salvarsi, miracolosamente, dalla furia distruttrice del führer, anzitutto, e dalla bramosia di denaro dell’uomo che le teneva in custodia, poi. È proprio vero: la bellezza ci salverà, per quella forza intrinseca che possiede capace di resistere alle brutture. Viene alla mente un dipinto di Samuel Bak, artista ebreo ottantenne che canta con la sua arte proprio quel periodo storico. Un’arte che rievoca, con gli occhi di un bambino, un mondo affascinante crollato sotto i colpi della persecuzione. Molti di quei 1.500 dipinti erano appesi alle pareti di case ebraiche, osservati con incanto da occhi come quelli di Samuel Bak. In una delle sue opere, dal titolo significativo di Creation of Wartime III, Samuel Bak riprende la creazione di Adamo. In uno scenario inquietante, tra mura di cartone si mescolano oggetti casalinghi: tazze, coperchi, vasellame, sedie e oggetti bellici come un missile enorme che sbuca proprio a lato del dipinto. Il muro diroccato lascia intravvedere un cielo turchino oscurato però da nuvole di fumo provenienti da ciminiere. Più che discariche, sono i camini di Auschwitz.

Un uomo si è salvato, è scampato da quel fuoco e da quel fumo. Si solleva lentamente dalle macerie chiamato a nuova vita, come Adamo, da un Padre misterioso il cui corpo è fatto di Cielo, ma la cui mano è mano reale, d’uomo. Anche le mani che hanno ritrovato quelle opere d’arte sono mani d’uomo, ma dietro, come in filigrana si scorge il disegno sapiente di un Padre che non dimentica, che non perde la memoria. Penso che nel rendere omaggio a quel tesoro ritrovato, sarebbe necessario rendere omaggio a quelle famiglie che non sono più, a quegli esseri umani che non hanno avuto la sorte di sopravvivere, come questi dipinti, nell’antro buio di un appartamento. Ma che ora certo vivono, lo crediamo, nella bellezza di un abbraccio di quel Padre che Samuel Bak ritaglia nel cielo.

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