martedì 27 ottobre 2015
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Caro direttore,
mi sento ancora più parte della grande famiglia di “Avvenire” perché, con gioia, da qualche giorno utilizzo il mio blocchetto per l’«abbonamento edicola». Ho deciso di abbonarmi perché ritengo che “Avvenire” sia un giornale che “debba” essere letto non solo dai cattolici, ma in particolar modo da noi. E questo per tanti motivi: evangelizzazione, professionalità, puntualità nell’affrontare gli argomenti (anche i più difficili). Ma soprattutto perché i suoi redattori e i suoi lettori non si lasciano manipolare dalla disinformazione che a volte inquina i media. L’unica cosa che mi sentirei di segnalarle come “pecca” che ho riscontrato in “Avvenire” è… la qualità degli articoli! Il giornale merita di essere letto tutto, fino in fondo e, quindi, purtroppo, anche se lo porto sempre con me, arrivo a sera senza essere riuscito a leggerlo tutto. Mi permetto, perciò, di fare un invito agli amici lettori di “Avvenire” per sostenere la “buona stampa cattolica”. Facciamo leggere “Avvenire” a un nostro amico, così oltre a non commettere un “peccato di omissione” avremo aiutato a diffondere la «consapevolezza che cambia il mondo». Con stima, gratitudine e vivi complimenti a tutti i giornalisti.
Simone Incicco - Grottammare (Ap)
Grazie, grazie, caro Simone. L’apprezzamento riservato a chi fa materialmente questo giornale è prezioso tanto quanto il concreto segno di fiducia dato con l’abbonamento in edicola. Il sostegno ad “Avvenire” che ne risulta ha tratti speciali e, proprio per questo, somiglia all’appoggio e allo sprone che ci viene da tanti altri lettori di ogni età e di ogni parte d’Italia. La “gente d’Avvenire” ha la forza, la civiltà, il senso della comunità e la sana intenzione di portare un sano contagio che emergono da questa lettera che accolgo anch’io con gioia e senso di responsabilità. E che terrò, con i miei colleghi, davvero cara.
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