mercoledì 18 ottobre 2017
Le Ong d’ispirazione cattolica hanno ribadito il proprio impegno per aiutare la diffusione di una nuova cultura di solidarietà, per andare alla radice del problema come ha chiesto il Papa
Papa Francesco in visita alla Fao (LaPresse)

Papa Francesco in visita alla Fao (LaPresse) - LaPresse

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«Camminare insieme sulle strade delle eccellenze e non delle mediocrità»: è l’invito che ha rivolto monsignor Fernando Chica Arellano, Osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, ai rappresentanti delle Ong d’ispirazione cattolica, convenuti ieri alla Fao per un side event, sul tema dell’annuale Giornata mondiale dell’alimentazione.

Una iniziativa per ribadire la volontà di partecipare, da attori protagonisti, al cambiamento, in questo momento storico in cui la fame nel mondo ci ricorda che l’impegno di garantire la sicurezza alimentare, per tutti e ovunque, rimane incompiuto, nella consapevolezza che oggi la fame è inammissibile in un mondo di abbondanza.

Il soddisfacimento degli attuali bisogni alimentari è perciò il primo passo per sradicare la povertà ed instaurare la sicurezza alimentare. In tal senso, l’agricoltura e l’alimentazione rimangono fondamentali per il benessere delle persone, e per questo costituiscono i principali motivi di migrazione, in particolare dalle campagne.

Lo sviluppo dell’agricoltura e delle aree agricole, allora, può contrastare le cause primarie delle migrazioni, fra cui la povertà, l’insicurezza alimentare, la disuguaglianza, la disoccupazione e l’esaurimento delle risorse naturali dovuto al degrado ambientale e al cambiamento climatico. Investire nello sviluppo rurale sostenibile, nell’adattamento al cambiamento climatico e in mezzi di sussistenza rurali resilienti costituisce una parte importante della risposta globale all’attuale sfida del fenomeno migratorio.

Le Ong d’ispirazione cattolica hanno ribadito il proprio impegno, per fare opinione su questi problemi, aiutare la diffusione di una nuova mentalità, di una nuova cultura di solidarietà, di azioni concrete per contribuire ad andare – come dice il Papa – «alla radice del problema: i conflitti e i cambiamenti climatici», proponendo un cammino di conversione, nella convinzione che «il giogo della miseria ... può essere rimosso mediante una prevenzione fatta di progetti di sviluppo che creino lavoro e capacità di risposta alle crisi climatiche e ambientali. La prevenzione costa molto meno degli effetti provocati dal degrado dei terreni o dall’inquinamento delle acque, effetti che colpiscono le zone nevralgiche del Pianeta dove la povertà è la sola legge, le malattie sono in crescita e la speranza di vita diminuisce».

Raccogliamo allora questo invito del Papa ed intensifichiamo, insieme, il nostro impegno concreto per un mondo migliore.

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