sabato 4 agosto 2012
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Dici Marte e subito vengono in mente i marziani, gli ipotetici abitatori del "pianeta rosso" che hanno sempre tenuto banco nella fantasia di tanta gente dal giorno in cui le prime osservazioni telescopiche del pianeta misero in evidenza misteriosi "canali" che indussero a pensare a opere di ingegneria realizzate da esseri intelligenti. Poi si scoprì che i canali, in realtà, erano solamente delle illusioni ottiche e così addio ai marziani e alla loro ingegnosa operosità. Ma il "pianeta rosso" ha sempre incuriosito gli astronomi anche perché, atmosfera a parte, Marte lo si può considerare un gemello della Terra e per questo motivo è sempre stato oggetto di particolari attenzioni. In questi ultimi dieci anni le sonde inviate su Marte hanno raccolto preziose informazioni sulla geologia e sull’idrologia del pianeta e lunedì l’esplorazione marziana farà registrare un notevole salto di qualità con il Mars Science Laboratory (Msl) della Nasa, noto anche come "Rover Curiosity", che alle 7.31 (ora italiana) scenderà su Marte con il preciso intendimento di scoprire come mai questo pianeta, un tempo predisposto ad accogliere la vita, si presenti oggi deserto e inabitabile. Un ambiente, per poter accogliere la vita, deve possedere acqua, energia e carbonio. Missioni passate hanno messo in evidenza la presenza di acqua liquida e di particolari condizioni che avrebbero potuto fornire l’energia sufficiente per il metabolismo, ma nessuno ha mai trovato tracce di carbonio utile alla vita. Per la verità, nel maggio scorso, alcuni ricercatori annunciarono la presenza di molecole di carbonio in meteoriti di origine marziana, ma un esame più approfondito dimostrò che il carbonio non era di origine biologica."Curiosity", grande quanto una automobile, pesa circa una tonnellata e con i suoi 80 chili di strumentazioni scientifiche sarà il più sofisticato laboratorio mai inviato su un pianeta. L’avventura di "Curiosity", che cominciò il 26 novembre del 2011 quando fu lanciato con un Atlas V, sta dunque per concludersi e il suo successo è legato agli ultimi istanti del suo lunghissimo viaggio, che gli scienziati hanno definito i «sette minuti di terrore». In questo breve intervallo il veicolo dovrà notevolmente ridurre la velocità per poter atterrare all’interno del cratere Gale, una grande cavità del diametro di 150 Km sul fondo della quale si trovano delle rocce ritenute dagli esperti particolarmente importanti perché potrebbero aver conservato tracce di vita passata. Da 21mila km/h, infatti, dovrà passare a circa 2mila km/h e inoltre dovrà effettuare autonomamente un centinaio di operazioni che consentiranno l’atterraggio. C’è molta attesa per questa missione soprattutto negli Stati Uniti dove a New York, in Times Square, sarà allestito un maxi schermo per poter seguire in diretta tutte le fasi dell’arrivo su Marte. E c’è anche un po’ d’Italia in questa impresa marziana. A bordo del Rover, infatti, è stato inserito un chip che contiene l’autoritratto di Leonardo da Vinci e il suo "Codice del volo", considerato il documento più importante della storia del volo umano.
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