venerdì 8 febbraio 2019
Un sacerdote ritiene di aver maturato il diritto alla pensione, ma l'Inps respinge la domanda. Gli iscritti al Fondo clero esclusi da quota 100 come forze dell'ordine e professionisti
Un gruppo di anziani sacerdoti (Siciliani)

Un gruppo di anziani sacerdoti (Siciliani)

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I sacerdoti non avranno accesso a 'quota 100'. La precisazione giunge dall’Inps, dopo l’articolo di Avvenire che in assenza di esplicite indicazioni contrarie, non escludeva questa possibilità. Ben venga dunque la chiarificazione che aiuta a eliminare questa zona di incertezza. In un opuscolo l’Istituto nazionale per la previdenza sociale spiega che 'quota 100' non è consentita agli appartenenti alle forze dell’ordine, forze armate e forze di polizia agli iscritti alle casse professionali e agli iscritti al Fondo clero.


Caro direttore,

vorrei sottoporre un caso tutt’altro che isolato al curatore della rubrica 'Previdenza e clero', Vittorio Spinelli. Sono un sacerdote e il 31 gennaio 2017, ritenendo di avere diritto alla pensione, ho fatto domanda di cumulo in quanto, oltre ad avere allora 37,5 anni di Fondo Clero, avendo lavorato come artigiano con mio padre, posso contare anche su circa otto anni di contributi artigiani. In seguito mi ero sentito confortato anche dall’articolo del dottor Spinelli apparso su 'Avvenire' giovedì 16 febbraio 2017. Premetto che il 25 gennaio mi ero recato agli sportelli Inps e avevo trovato subito indecisione sul da farsi. Alla fine ero stato invitato a presentare domanda, perché avevo diritto alla pensione. Cosa che ho fatto, appunto il 31 gennaio, con domanda di cumulo, tramite il Caf del Movimento cristiano lavoratori (Mcl). La cosa è stata dibattuta e la mia richiesta è stata respinta in quanto – in poche parole – secondo l’Inps il Fondo Clero non potrebbe beneficiare del cumulo. Ho fatto anche verificare dall’Associazione Artigiani, ma dopo una quindicina di giorni ho constatato lo stesso esito. Ora, stante la situazione, per cui pare che il Fondo Clero sia ammesso neppure a 'quota 100', e considerato che anche il Fondo Clero ricade nei parametri circa l’aspettativa di vita, mi pongo alcune domande. Chi ci tutela nella trattativa con il governo in merito alla salvaguardia dei diritti dei sacerdoti? Come mai siamo tendenzialmente lasciati alla mercé delle interpretazioni di funzionari senza una sufficiente tutela legale? È a conoscenza di qualche sacerdote che ha potuto beneficiare del cumulo? Anche per la totalizzazione ho visto che vi fu un intervento legislativo postumo per chiarire la possibilità di applicarla anche per il clero, sebbene tale situazione penalizzi non poco. In sostanza: non saprei più che strada prendere. Devo considerare elementi contrastanti: quanto detto da 'Avvenire' per la penna di Vittorio Spinelli in quell’articolo e quanto rilevato nei fatti. Ringrazio cordialmente se mi vorrà far avere un supporto.

don Gian Pietro Girelli


Gentile don Girelli,

la sua segnalazione mi permette di fare il punto – come mi invita anche il direttore – su diversi aspetti controversi che si riscontrano nel Fondo Clero e che rispecchiano analoghe problematiche di molti altri sacerdoti. In merito al cumulo dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali, l’Inps non si è mai espresso nelle sue circolari (o in messaggi diffusi al pubblico) sulla sua applicazione al Fondo Clero. Di qui l’incertezza nelle stesse sedi Inps e nei patronati sul diritto degli interessati. Confermo, tuttavia, che il cumulo ha carattere universale e che da esso non può essere esclusa alcuna gestione pensionistica. Quanto alla speranza di vita nel Fondo Clero, nel quale da decenni è in vigore un’età minima di 68 anni, si tratta dell’applicazione di una giusta misura correttiva, che però i sacerdoti hanno già fatto propria e applicata sin dal 2003. Si tratta quindi di una forzatura dell’Inps contraria alla logica e a una corretta interpretazione della norma.

Va poi ricordato che sui 'silenzi' dell’Inps pesa sempre una fondamentale sentenza della Corte di Cassazione (n. 2757 dell’8 febbraio 2006) che invita l’Istituto a non adottare «interpretazioni restrittive » nei riguardi del Fondo Clero. Anche il legislatore, in questa fase di governo, ha sempre dimenticato la presenza del Fondo nel panorama previdenziale. Posso però assicurarle, gentile don Gian Pietro, che diversi soggetti si dedicano alla tutela dei diritti dei sacerdoti (e tra di essi, a livello informativo questo giornale), ma i muri della legge o dell’interpretazione di legge possono essere abbattuti, oggi, partendo obbligatoriamente dai ricorsi degli interessati, avanzati con convinzione e fino, se necessario, al livello costituzionale. Anche sulla 'quota 100' la recente circolare n.11 dell’Inps non si esprime quanto al Fondo. Tuttavia la nuova procedura telematica per la presentazione delle domande di pensione, da poco varata dall’Inps e a disposizione dei patronati e dei diretti interessati, prevede la liquidazione di 'quota 100' nel Fondo Clero, con almeno 62 anni di età e 38 di contributi, requisiti che Lei nel frattempo ha già raggiunto. La ringrazio, a nome del direttore, per l’attenzione che ci dedica e aggiungo il mio cordiale saluto.

Esperto di previdenza

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