sabato 9 maggio 2015

Gentile direttore,

le scrivo mentre sono circa le 14,30 di mercoledì 6 maggio, garantisco che sono ancora sobrio eppure dopo aver dato distrattamente un’occhiata ai giornali mi sembra di non esserlo, “il Giorno” titola in prima pagina: «Assolvete l’aborto». Forse ho capito male e allora passo al “Corriere della Sera”: «Assolvere l’aborto per il Giubileo»; cambio completamente rotta vado a “Libero”: «Assoluzione per gli abortisti». Basta, mi rifiuto di leggere altri commenti, non so se tre indizi fanno una prova, comunque lo ammetto: mi sento perso. Vorrei chiederle – perché è tutto vero e lei lo può facilmente verificare – come giudica quell’assoluzione per l’aborto.
Enzo Bernasconi, Varese

Ha fatto proprio bene, gentile signor Bernasconi, a rifiutarsi di leggere altri commenti visto che quella raffica di titoli l’ha fatta star male. Magari, però, anche quel mercoledì 6 maggio, all’indomani della conferenza stampa di presentazione delle modalità e del logo del prossimo Giubileo straordinario, avrebbe potuto leggere il giornale giusto, cioè “Avvenire”. E se ci avesse letto, avrebbe fatto bene a fidarsi di noi che, infatti, non abbiamo sparato una notizia gonfiata dagli estrogeni di una titolazione eccitata.
La possibile «assoluzione per l’aborto» non è una novità dell’ultima ora, è una possibilità costantemente aperta di fronte a chi voglia emendarsi di un peccato tanto grave come la soppressione di una indifesa vita nascente. Vede, questa volta mi prendo la responsabilità di risponderle direttamente, in prima persona e senza chiedere lumi a un canonista o un teologo moralista perché mi ha sempre colpito che l’«assoluzione per l’aborto» (per chi lo richiede, per chi
lo impone, per chi lo pratica, per chi vi coopera) sia l’unica che spetta solo al vescovo, a ogni vescovo.
Ma ogni vescovo può delegarla (in permanenza o in circostanze e tempi speciali dell’anno) a uno o più sacerdoti, anche tutti, della sua diocesi. La stupisce davvero che durante un Giubileo – e un Giubileo della Misericordia! – si possa fare quello che si può già fare ordinariamente? La ferisce davvero che a nessuno, che davvero lo voglia, venga negata la riconciliazione con Dio e un posto nella comunità cristiana? Non credo. Non si senta perso, dunque. A volte, basta semplicemente verificare le regole della Chiesa (contenute nel Codice di diritto canonico) e ricordare (o ripassare) il Catechismo.
Meglio concentrarsi sulle vere novità dello straordinario tempo giubilare che papa Francesco ha deciso di offrire a chi già cammina sulla via del Vangelo, a chi quella via la sta cercando e anche a chi crede di non aver bisogno di incontrare Cristo e di cercare e trovare misericordia. Non sono poche, quelle novità, e sono importanti anche se per altri “non fanno titolo”. Noi ne abbiamo già scritto e torneremo a farlo.

Marco Tarquinio

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