lunedì 5 novembre 2018
L’arcivescovo di Canterbury fu ucciso nella cattedrale nel 1170. La reliquia è stata richiesta in prestito dalla Chiesa anglicana a quella di Roma
Ecco le immagini della tunica insanguinata di san Thomas Becket

La tunica indossata da san Thomas Becket, l’arcivescovo di Canterbury, il giorno in cui fu ucciso a fil di spada nella cattedrale inglese. È la preziosa reliquia chiesta in prestito dalla Chiesa anglicana a quella di Roma per la commemorazione del santo ucciso il 29 dicembre del 1170 e che le telecamere del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, hanno filmato in esclusiva all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore dove è custodita da oltre mezzo millennio. Sulla veste, davanti alla quale spesso vengono celebrate delle liturgie di prelati e pellegrini inglesi, sono ancora visibili le tracce di sangue delle ferite mortali. L’autenticità della reliquia è stata certificata da accurate ricerche di laboratorio.

L’occasione rappresenterebbe un passaggio simbolico nel cammino di riavvicinamento fra la Chiesa cattolica e quella anglicana. Tanto più se si considera che lo strappo si consumò in meno di 50 anni dalla donazione della tunica. Il vescovo, Thomas Becket, sei anni prima del 1170 aveva scomunicato tutti, a partire dal re, per aver approvato le Costituzioni di Clarendon, editto col quale il trono di Inghilterra pretendeva di soggiogare il potere spirituale. ‘Chi mi libererà da questo prete turbolento’, la celebre esclamazione del re Enrico II. Quattro sicàri lo prendono in parola e compiono l’assassinio del vescovo sull’altare nella cattedrale di Canterbury.

Quel giorno san Thomas Becket indossava proprio la tunica documentata da Tv2000. E da allora in Inghilterra è grande l’affetto del popolo per l’esempio lasciato in difesa della fede. Poi nel 1485 Enrico VII Tudor decise di donare la tunica al Papa e il prezioso indumento da allora è custodito nella basilica romana. Ma il capostipite dei Tudor era ignaro del fatto che suo figlio, l’indomito Enrico VIII, avrebbe aperto una ferita con Roma nel 1534 proclamando lo scisma. Ferita che questa tunica, intrisa ancora di sangue, potrebbe ora sanare. Segno vivo dell’ecumenismo dei martiri.

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