Un'app europea verificherà l'età degli utenti online
di Corrado Garrone, Bruxelles
Von der Leyen: «L'applicazione è pronta e presto potrà essere scaricata. I diritti dell'infanzia vengono prima degli interessi commerciali». La Francia guida il fronte dei Paesi che chiedono regole comuni sull’uso dei social

«Crescere i figli spetta ai genitori, non alle piattaforme». Sette mesi dopo aver promesso di voler rendere Internet un luogo più sicuro per i minori, Ursula von der Leyen ha alzato il velo su una nuova app di verifica dell’età, «facile da usare e gratuita», che «adesso è tecnicamente pronta» e presto potrà essere scaricata su smartphone, pc e tablet. «I diritti dell’infanzia vengono prima degli interessi commerciali», ha insistito la presidente della Commissione europea presentando la app come «una soluzione in grado di proteggere i nostri bambini dai contenuti dannosi e illegali»: dallo “scrolling” infinito che crea dipendenza al bullismo online di cui è vittima un minore su sei. L’annuncio si inserisce nel più ampio contesto che vede Bruxelles indagare sul funzionamento di TikTok, Facebook, Instagram, Snapchat e Shein, ma la tempistica non è casuale: oggi il presidente francese Emmanuel Macron riunirà in videoconferenza una serie di governi Ue allineati per insistere sulla necessità di un’azione congiunta che vieti l’uso dei social media sotto i 15 anni. Parigi si muove da apripista tra i Ventisette sull’introduzione della misura, seguita da Grecia, Italia e Spagna.
I governi, però, sono divisi non solo sui contorni (le proposte sul tavolo vanno dai 14 ai 16 anni) ma anche sull’opportunità stessa di stabilire un’età minima comune a livello Ue per i social, con i nordici che frenano. Sull’ipotesi è al lavoro un panel di esperti nominato da von der Leyen che si riunisce oggi per la seconda volta e formulerà le proprie raccomandazioni in estate.
Nell’attesa, allora, Bruxelles s’è mossa d’anticipo per mettere in piedi l’infrastruttura digitale necessaria, in generale, a certificare l’età. Dovrebbe essere operativa «entro quest’anno», spiega un funzionario Ue, e potrà da subito essere integrata nei portafogli digitali nazionali dei sette Stati «in prima linea» sulla verifica dell’età, cioè Italia, Francia, Danimarca, Grecia, Spagna, Cipro e Irlanda. Entro fine mese, in ogni caso, sarà istituito un forum di coordinamento con l’obiettivo di avere «un’unica soluzione per l’Ue e non 27 diverse», ha precisato la commissaria al Digitale Henna Virkkunen. Le piattaforme online non saranno obbligate a usare questo sistema, ma dovranno in tal caso dimostrare di avere un’alternativa perlomeno con gli stessi standard. I tecnici Ue sono convinti che l’utilizzo sarà intuitivo: per attivare l’app, basterà scattare una foto al passaporto o alla carta di identità e, quindi, fare un selfie di conferma. La verifica, inoltre, non dovrà essere ripetuta a ogni singolo accesso ma si potrà associare al proprio account virtuale e, allo stato attuale, può sempre essere aggirata usando una Vpn che cambi l’indirizzo Ip di navigazione, ammettono.
A Palazzo Berlaymont paragonano l’app al pass sanitario che, durante il picco della pandemia di Covid-19, permetteva di viaggiare e andare al ristorante o al cinema dimostrando di essere in regola con le vaccinazioni. Come allora, Bruxelles rivendica di aver creato un sistema che risponde al massimo livello di protezione della privacy: grazie a una crittografia avanzata, l’app si limita a controllare l’età senza immagazzinare altri dati sensibili e senza trasmettere l’identità dell’utente alla pagina online che si visita. Già in base alle regole vigenti del Digital Services Act (Dsa) e senza attendere nuove strette sui social, insomma, i siti per adulti dovranno rimpiazzare il clic di autocertificazione di avere almeno 18 anni con la verifica tramite l’app. «L’obiettivo ultimo di questa soluzione è evitare che siano le piattaforme stesse a chiedere il caricamento di foto e documenti», spiega una fonte europea. Il sistema è “open source”: non solo gli sviluppatori privati potranno - dopo un processo di accreditamento - creare e mettere a disposizione sulle varie app store meccanismi di controllo dell’età comparabili, ma anche i Paesi partner che hanno politiche simili (dal Regno Unito alla Norvegia fino all’Australia) potranno servirsi dell’infrastruttura europea, come avvenuto con il pass vaccinale.
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