Un'app europea verificherà l'età degli utenti online

di Corrado Garrone, Bruxelles
Von der Leyen: «L'applicazione è pronta e presto potrà essere scaricata. I diritti dell'infanzia vengono prima degli interessi commerciali». La Francia guida il fronte dei Paesi che chiedono regole comuni sull’uso dei social
April 15, 2026
Un'app europea verificherà l'età degli utenti online
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, mercoledì a Bruxelles insieme alla commissaria al Digitale, Henna Virkkunen, con cui ha presentato la nuova app / Epa
«Crescere i figli spetta ai genitori, non alle piattaforme». Sette mesi dopo aver promesso di voler rendere Internet un luogo più sicuro per i minori, Ursula von der Leyen ha alzato il velo su una nuova app di verifica dell’età, «facile da usare e gratuita», che «adesso è tecnicamente pronta» e presto potrà essere scaricata su smartphone, pc e tablet. «I diritti dell’infanzia vengono prima degli interessi commerciali», ha insistito la presidente della Commissione europea presentando la app come «una soluzione in grado di proteggere i nostri bambini dai contenuti dannosi e illegali»: dallo “scrolling” infinito che crea dipendenza al bullismo online di cui è vittima un minore su sei. L’annuncio si inserisce nel più ampio contesto che vede Bruxelles indagare sul funzionamento di TikTok, Facebook, Instagram, Snapchat e Shein, ma la tempistica non è casuale: oggi il presidente francese Emmanuel Macron riunirà in videoconferenza una serie di governi Ue allineati per insistere sulla necessità di un’azione congiunta che vieti l’uso dei social media sotto i 15 anni. Parigi si muove da apripista tra i Ventisette sull’introduzione della misura, seguita da Grecia, Italia e Spagna.
I governi, però, sono divisi non solo sui contorni (le proposte sul tavolo vanno dai 14 ai 16 anni) ma anche sull’opportunità stessa di stabilire un’età minima comune a livello Ue per i social, con i nordici che frenano. Sull’ipotesi è al lavoro un panel di esperti nominato da von der Leyen che si riunisce oggi per la seconda volta e formulerà le proprie raccomandazioni in estate.
Nell’attesa, allora, Bruxelles s’è mossa d’anticipo per mettere in piedi l’infrastruttura digitale necessaria, in generale, a certificare l’età. Dovrebbe essere operativa «entro quest’anno», spiega un funzionario Ue, e potrà da subito essere integrata nei portafogli digitali nazionali dei sette Stati «in prima linea» sulla verifica dell’età, cioè Italia, Francia, Danimarca, Grecia, Spagna, Cipro e Irlanda. Entro fine mese, in ogni caso, sarà istituito un forum di coordinamento con l’obiettivo di avere «un’unica soluzione per l’Ue e non 27 diverse», ha precisato la commissaria al Digitale Henna Virkkunen. Le piattaforme online non saranno obbligate a usare questo sistema, ma dovranno in tal caso dimostrare di avere un’alternativa perlomeno con gli stessi standard. I tecnici Ue sono convinti che l’utilizzo sarà intuitivo: per attivare l’app, basterà scattare una foto al passaporto o alla carta di identità e, quindi, fare un selfie di conferma. La verifica, inoltre, non dovrà essere ripetuta a ogni singolo accesso ma si potrà associare al proprio account virtuale e, allo stato attuale, può sempre essere aggirata usando una Vpn che cambi l’indirizzo Ip di navigazione, ammettono.
A Palazzo Berlaymont paragonano l’app al pass sanitario che, durante il picco della pandemia di Covid-19, permetteva di viaggiare e andare al ristorante o al cinema dimostrando di essere in regola con le vaccinazioni. Come allora, Bruxelles rivendica di aver creato un sistema che risponde al massimo livello di protezione della privacy: grazie a una crittografia avanzata, l’app si limita a controllare l’età senza immagazzinare altri dati sensibili e senza trasmettere l’identità dell’utente alla pagina online che si visita. Già in base alle regole vigenti del Digital Services Act (Dsa) e senza attendere nuove strette sui social, insomma, i siti per adulti dovranno rimpiazzare il clic di autocertificazione di avere almeno 18 anni con la verifica tramite l’app. «L’obiettivo ultimo di questa soluzione è evitare che siano le piattaforme stesse a chiedere il caricamento di foto e documenti», spiega una fonte europea. Il sistema è “open source”: non solo gli sviluppatori privati potranno - dopo un processo di accreditamento - creare e mettere a disposizione sulle varie app store meccanismi di controllo dell’età comparabili, ma anche i Paesi partner che hanno politiche simili (dal Regno Unito alla Norvegia fino all’Australia) potranno servirsi dell’infrastruttura europea, come avvenuto con il pass vaccinale.

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