Un 51enne ucciso da agente Ice a Minneapolis
di Redazione
È la terza vittima in un mese, dopo la 37enne Renee Good e un migrante venezuelano ferito a una gamba

Ancora una tragedia a Minneapolis. Nella giornata delle massicce manifestazioni di protesta contro le incursioni dell'Ice, un uomo di 51 anni è stato colpito a morte da un agente. «Chiediamo alla popolazione di mantenere la calma e di evitare la zona circostante» al luogo della sparatoria, si legge in un comunicato diffuso sui social media dalle autorità cittadine dopo la sparatoria. Due funzionari del Dipartimento per la sicurezza interna hanno dichiarato alla Cbs News che la persona colpita aveva un'arma da fuoco.
L'Ice ha tentato di ordinare alla polizia locale di lasciare la scena, ma il capo della polizia di Minneapolis O'Hara si è rifiutato. Il comandante ha ordinato ai suoi agenti di preservare la scena. Tutti gli agenti disponibili del dipartimento di polizia di Minneapolis sono stati richiamati al lavoro, tranne il turno di guardia notturna, e i giorni di riposo sono stati annullati.
Si tratta della terza vittima dell'Ice a Minneapolis questo mese: la prima è stata Renee Good, poi un migrante venezuelano e ora un uomo che non è stato ancora identificato. La prima vittima è stata la trentasettenne Renee Good, madre di 3 figli, uccisa la mattina del 7 gennaio da un agente Ice che ha sparato diversi colpi d'arma da fuoco, le forze dell'ordine non le hanno prestato soccorso e hanno impedito a un medico di intervenire. La sua uccisione ha scatenato proteste in tutto il Paese. Il 15 gennaio, invece, un agente dell'Ice ha sparato a una gamba a un migrante venezuelano dopo quello che è stato definito un "controllo stradale mirato". L'uomo, che secondo il Dipartimento della Sicurezza Interna stava opponendo resistenza all'arresto, è stato portato in ospedale con ferite non gravi.
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