Ucraina, storia di una "guerra lampo" durata quattro anni

di Nello Scavo, inviato a Kiev
Nel quarto anniversario dall'inizio del conflitto, Kiev rivendica di aver ripreso il controllo di 400 chilometri quadrati di territorio. Ciò che è rimasto uguale in questo periodo è la situazione delle città: quartieri al buio, elettricità razionata, impianti e infrastrutture nel mirino
February 23, 2026
Ucraina, storia di una "guerra lampo" durata quattro anni
Il muro a ricordo dei caduti in guerra, sorto a Kiev, con le fotografie delle persone scomparse / Afp
Troppi giorni per una guerra che doveva essere “lampo”. E pochi leader oggi a Kiev nel quarto anniversario dell’invasione. Per chi sta al fronte significa solo che comincia il quinto anno di guerra, e dopo 1.461 giornate sul campo di battaglia, il negoziato si fa ancora con le armi, più che sui tavoli.
Quando nella capitale ucraina sono attesi la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, a Kiev si attendono una nuova massiccia ondata di attacchi. Lo stato maggiore ucraino rivendica due successi: l’esplosione di un oleodotto russo e la riconquista di un’area di 20 chilometri per 20 dove i russi sembravano più equipaggiati. Il gelo sulla linea del fuoco non è diverso da quello che sta fiaccando città e villaggi. Quartieri al buio, riscaldamento che non parte, elettricità razionata.
Quando Ungheria e Slovacchia hanno messo Kiev davanti all’accusa di aver chiuso i rubinetti del petrolio russo, i servizi segreti ucraini hanno fatto saltare l’impianto petroliferi di Kaleykino, nel Tartastan lontano oltre mille chilometri dal confine ucraino. La stazione di pompaggio è uno snodo nevralgico per l’oleodotto Druzhba, costruito per fornire il greggio di Mosca all’Europa orientale. Le immagini dell’esplosione circolavano fin dall’alba attraverso i social network russi. Solo nel pomeriggio fonti dell’Sbu, il servizio segreto ucraiino, hanno rivendicato la paternità di un’operazione colpisce anche l’immagine di una Russia impenetrabile. Per quasi 1.200 chilometri una squadriglia di droni ucraini ha volato per alcune ore beffando i radar fino al momento in cui si sono gettati in picchiata.
L’amministrazione di Almetyevsk, nella Repubblica autonoma del Tartastan, ha dichiarato su Telegram che le difese aeree russe hanno abbattuto diversi droni e che i detriti caduti hanno provocato un incendio in una zona industriale locale. Nessuna menzione dell’oleodotto Druzhba, come invece confermano le immagini che è stato possibile geolocalizzare. Il transito di petrolio russo verso l’Ungheria e la Slovacchia era stato interrotto il 27 gennaio, quando Kiev aveva denunciato attacchi di Mosca contro l’oleodotto nell’Ucraina occidentale. Budapest e Bratislava hanno minacciato di interrompere le forniture di elettricità che rappresentano circa il 70% delle importazioni di energia dell’Ucraina.
Deflagrazioni e lutti sono anche il lessico usato per condire con le minacce i passi negoziali. Un nuovo round di colloqui tra Ucraina e Russia, mediati dagli Stati Uniti, è in agenda per il 26 e 27 febbraio. Lo ha annunciato ieri Kyrylo Budanov, capo dell’ufficio del presidente. «Ci stiamo preparando. È una questione di protocollo. Tutte e tre le parti, o meglio quattro, perché c’è un ospite, devono essere d’accordo». A chi alluda Budanov, da ex capo e ancora direttore ombra dell’intelligence ucraina, non è dato saperlo. Ma tenere le carte coperte fa parte della partita. A sua volta il Cremlino non smentisce, ma resta sul vago riguardo alle date.
Dalla fine di gennaio di quest’anno, nella direzione di Oleksandrivka, le unità ucraine hanno ripreso il controllo di 400 chilometri quadrati di territorio e otto insediamenti, ha dichiarato il comandante delle forze armate, Oleksandr Syrskyi. Non è stato possibile confermare in modo indipendente questi annunci. Diverse fonti nella zona tuttavia ribadiscono di avere assistito a un progressivo arretramento dell’esercito russo. Per Kiev si tratta del più importante successo degli ultimi mesi, che fa guadagnare metri e fiato sulla direttrice tra Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia e Donetsk. Rallentando i piani di Mosca per la cattura di un settore la cui caduta aprirebbe un varco che proietterebbe il quinto anno di guerra ancora una volta sul campo di battaglia allontanando i tavoli negoziali.
L’unica certezza è che la guerra potrà dirsi conclusa quando Zelensky e Putin si incontreranno. Ma non è da escludere che il presidente russo - a sua volta spalleggiato dagli Usa quando chiede elezioni in Ucraina - voglia concludere la stagione dello scontro armato con un altro leader a Kiev. Fonti ufficiali nei giorni scorsi hanno spiegato, senza ricevere smentita da Mosca, che Zelensky ha subìto in quattro anni oltre 12 tentativi di agguato. Il 28 gennaio Il consigliere di Putin, Yuri Ushakov, ha posto una condizione con il sapore dello sberleffo. Se Zelensky vuole avere colloqui diretti con lo zar, ha precisato, «dovrebbe recarsi a Mosca».

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