Guerra e manga, l'ultima trovata di Trump che ha fatto infuriare il Giappone
di Luca Miele
A Tokyo è partita una petizione per bandire l’uso non autorizzato di immagini tratte dagli anime, a cominciare dal celebre ninja Naruto. Non si tratta di un inciampo: la comunicazione Usa punta a “ludicizzare” l'iniziativa militare

Sarà l’attrazione fatale per quella cresta fulva e puntuta. Sarà l’aria bellicosa di giovane guerriero. Sarà l’immaginario pop che ludicizza e infantilizza la guerra, spogliandola di tutta la sua terribile (e tragica) realtà. Sta di fatto che Donald Trump, impermeabile al senso del ridicolo, ci è cascato di nuovo: il presidente Usa, sabato scorso, ha pubblicato un video su Truth Social che lo ritrae nei panni del ninja Naruto Uzumaki, amatissimo personaggio di "Naruto", scritto e disegnato dal mangaka Masashi Kishimoto, suscitando l’ira funesta della comunità di fan del popolare manga. Tanto che in Giappone è partita una petizione per bandire l’uso non autorizzato di immagini tratte da anime e manga giapponesi. Già raccolte 20mila firme. Secondo i promotori della petizione, la comunicazione della Casa Bianca tradisce “valori come il coraggio, l'amicizia e la perseveranza" che l’universo manga invece trasmette. "Per questo motivo, molti fan si preoccupano quando le immagini tratte da queste opere sembrano essere utilizzate in contesti politici o militari che potrebbero differire dalle intenzioni dei creatori originali o dei detentori dei diritti", si legge nel documento.
Non è la prima volta che lo staff che cura la comunicazione del tycoon inciampa (volutamente) nell’immaginario pop. In un post pubblicato a marzo, sono stati mescolati filmati degli attacchi militari statunitensi contro l'Iran con clip tratte da film e serie TV famosi, nonché dal manga e dall'anime "Yu-Gi-Oh!". L'account ufficiale di Yu-Gi-Oh! X ha subito preso le distanze, dichiarando che il video era stato "realizzato senza alcuna autorizzazione da parte del detentore dei diritti". Nello stesso mese, un altro post sui social media della Casa Bianca imitava lo stile grafico del gioco Pokémon Pokopia insieme alla frase "Make America Great Again". Anche Pokémon Company International ha rilasciato una dichiarazione critica sui contenuti del post.
Sabato il tris. Nel video Trump compare con indosso un costume arancione e nero mentre esegue tecniche di combattimento. Non si tratta di un incidente di percorso o di una svista. Ma di una strategia comunicativa che mira a “vendere” la guerra, popolarizzandola e occultandone, al tempo stesso, la carica mortifera. Come ha scritto il sito The Conversation, “il governo statunitense sta cercando di trasformare in meme la guerra all'Iran”. Il conflitto viene sempre più propagandato attraverso il linguaggio visivo dei videogiochi e dei meme di internet. “In questo modo, non solo banalizzano la violenza, ma rendono più difficile elaborare il lutto per le vittime, anestetizzando la nostra reazione alla sofferenza. È una tattica che influenza il modo in cui interpretiamo la violenza e che, silenziosamente, determina quali morti vengono effettivamente registrate come tali”.
Investendo tutto su messaggi veloci, superficiali, levigati, sganciati dalla realtà delle cose, la comunicazione di Trump ha rovesciato stilemi consolidati. Come scrive Politico, “la campagna mediatica del presidente sulla guerra all'Iran ha demolito decenni di decoro presidenziale in materia di comunicazione in tempo di guerra, e sta imbarazzando ex funzionari della difesa e membri del Congresso. I video in stile TikTok dell'amministrazione, che assemblano attacchi missilistici con spezzoni di film e videogiochi, insieme al linguaggio aggressivo del Segretario alla Difesa Pete Hegseth durante le conferenze stampa al Pentagono, hanno lasciato a bocca aperta chi ha una visione più tradizionale di come un governo dovrebbe esprimersi in tempo di guerra”. Con buona pace degli appassionati di Manga.
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