Trump parlerà (di nuovo) alla nazione: cosa potrebbe dire
Le falle del sistema elettorale americano e la guerra contro l'Iran tra i possibili temi dell'atteso discorso di stanotte

Si terrà in prima serata (in Italia saranno le 3.00) l’atteso discorso alla nazione del presidente Donald Trump. L’intervento era stato annunciato martedì con una certa enfasi: «Abbiamo notizie davvero importanti, il nostro Paese deve rimettersi in carreggiata», aveva sottolineato il tycoon. Nei giorni scorsi sono circolate diverse speculazioni (non confermate dalla Casa bianca) sui temi al centro del messaggio. Uno di questi riguarda le elezioni di metà mandato, in programma il prossimo 3 novembre, e le procedure del voto elettronico. «Senza elezioni libere e corrette non si ha un Paese», ha sottolineato The Donald quando ha ufficializzato il discorso. Il nodo non è nuovo. Torna a galla ogni volta che si presenta l’occasione per parlare della sconfitta subita alle presidenziali di sei anni fa contro il democratico Joe Biden. A suo dire, la batosta del 2020 sarebbe stata causata dai brogli elettorali.
Trump, allora titolare dello Studio Ovale, ha raccontato di aver preso in considerazione l’idea di utilizzare l’esercito e le autorità federali per sequestrare le macchine per il voto elettronico, della società Dominon, per raccogliere prove necessarie a chiedere il riconteggio delle preferenze. Poi, però, avrebbe desistito. «Sono ottimi combattenti – sottolineò in un’intervista – ma non sono sicuro che siano abbastanza preparati a comprendere il modo in cui i democratici corrotti agiscono e il modo in cui imbrogliano».
Trump avrebbe di recente autorizzato l’insediamento di una task force, capeggiata dal giornalista John Solomon, incaricata di studiare le falle del sistema elettorale americano, anche alla luce del “Russiagate”, e un ampio volume di documenti governativi raccolti al riguardo dall’intelligence negli ultimi anni. I discorsi presidenziali in prima serata sono normalmente riservati a ricorrenze importanti o a eventi di rilevanza nazionale. L’ultimo del tycoon è stato ad aprile per spiegare il perché della guerra contro Teheran, un mese dopo averla cominciata. L’imprevedibilità è la cifra della sua seconda presidenza. Non è escluso che l’intervento sia valso a ribadire gli obiettivi delle operazioni militari in corso in Iran. Molti, tra gli addetti ai lavori, hanno osservato che il ricorso ai messaggi in tv sia un modo per aggirare la narrazione dei media, a suoi dire «falsa», e per parlare direttamente agli americani. Strategia motivata dal drastico calo di popolarità nei sondaggi.
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