I duemila anni dal battesimo di Gesù: Israele avvia i lavori
Istituito un team dedicato, guidato dall’ambasciatore George Deek, per rafforzare il dialogo con le Chiese e i leader cristiani di tutto il mondo e coordinare i preparativi per l'accoglienza di milioni di pellegrini

Il 2030 è l’anno in cui i cristiani di tutto il mondo celebreranno il 2.000esimo anniversario del battesimo di Gesù nel fiume Giordano: un evento di profondo significato spirituale per oltre due miliardi di fedeli nel mondo (secondo il racconto dei Vangeli, l’anno 30 è quello del battesimo di Gesù, che segna l’inizio della sua vita pubblica. Nel 2033 ci sarà poi il Giubileo della Redenzione, a duemila anni dalla morte e resurrezione di Cristo).
È previsto l’arrivo in Terra Santa di milioni di pellegrini e Israele ha avviato in questi giorni i lavori per l’accoglienza. Chiaramente, spiegano ad Avvenire le autorità di Gerusalemme, l'evento richiede importanti interventi infrastrutturali e un'attenta pianificazione logistica: è necessario partire già oggi. Il ministero degli Esteri ha istituito un gruppo di lavoro dedicato, guidato dall’ambasciatore George Deek, inviato speciale di Israele per il mondo cristiano, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con le Chiese e i leader cristiani di tutto il mondo e coordinare i preparativi. Il gruppo di lavoro manterrà un contatto costante con le Chiese, le comunità cristiane e i leader religiosi a livello globale. Parallelamente, avvierà un processo interministeriale con le autorità governative competenti per coordinare i preparativi nazionali di Israele in vista dell’arrivo dei pellegrini.
«L’anno 2030 rappresenterà una tappa unica per il mondo cristiano – ha detto il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar – e Israele sta iniziando fin d’ora i preparativi. Rafforzare le nostre relazioni con il mondo cristiano e garantire che la Terra Santa rimanga accessibile ai milioni di fedeli che desiderano visitarla rientra tra le massime priorità di Israele, che continuerà a garantire la libertà di culto e l’accesso ai luoghi santi ai fedeli di tutte le religioni».
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