La Nobel per la Pace, Maria Ressa: «Attenti, l'intelligenza artificiale è già usata come un'arma»
di Giuseppe Muolo, Castel Gandolfo
Per la vincitrice del prestigioso riconoscimento nel 2021, che oggi firmerà la Dichiarazione di Roma, «negli ultimi dieci anni abbiamo visto i danni provocati da piattaforme lasciate senza regole. I cittadini non comprendono ancora fino in fondo quanto siano manipolati. La situazione peggiorerà ancora con i chatbot dell’IA»

Il mondo ha bisogno di una leadership morale. Lo ripete più di una volta Maria Ressa, premio Nobel per la Pace nel 2021. Dietro di lei si intravedono i fiori e le piante del Borgo Laudato si’. Un raggio di sole taglia a metà la grande sala da pranzo, mentre i camerieri finiscono di posizionare le ultime posate. Pochi giorni fa Ressa era a Ginevra, in Svizzera. Dove si è tenuta la settimana digitale promossa dall’Onu. Da martedì è in Italia. Prima due giorni nei giardini pontifici di Castel Gandolfo, insieme ad altri premi Nobel, esperti di IA, ed ex capi di Governo. E oggi arriverà nella Capitale, in Campidoglio, dove con loro firmerà la “Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nell’era dell’intelligenza artificiale, delle armi nucleari e autonome, dei nuovi protocolli digitali e dei modelli emergenti di sviluppo digitale”. Il documento – i cui contenuti sono ancora “blindati” – sancirà la conclusione del “Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War”.
Che cosa l’ha spinta a essere qui?
In primis, la necessità di analizzare il legame tra l’intelligenza artificiale e la guerra. Ma anche per un’altra ragione. Ogni volta che il Vaticano ha invitato i Premi Nobel per la Pace, ho risposto presente. Nel 2023 papa Francesco ci ha chiamati per il primo meeting sulla fratellanza, organizzato dalla Fondazione Fratelli Tutti. Nel 2024 abbiamo firmato una nuova dichiarazione. Nel 2025, ne abbiamo sottoscritta un’altra insieme agli scienziati. Credo che tutti questi documenti abbiano contribuito alla stesura della prima enciclica di papa Leone XIV.
E al centro di questo incontro c’è proprio “Magnifica Humanitas”, da cui prenderà spunto la Dichiarazione di Roma che firmerete oggi.
Il testo si fonda sui risultati dei panel scientifici e dei gruppi di lavoro. Metteremo al centro la verità e l’integrità dell’informazione.
Ci faccia qualche esempio.
Dobbiamo poter essere certi che un video che stiamo guardando mostri davvero una persona in carne ed ossa, come un leader politico, e non un deepfake. Oggi questa certezza sta venendo meno, e questo rappresenta un problema enorme, anche per i sistemi di sicurezza pensati per prevenire una guerra nucleare.
David Gross, premio Nobel per la Fisica , ha detto che la possibilità di un conflitto di questo tipo è aumentata al 2%.
Nel maggio 2025 India e Pakistan sono arrivati più vicini che mai all'uso di armi nucleari. Nei giorni precedenti si è assistito a una vera e propria guerra cognitiva: circolavano deepfake dei leader politici e false notizie che simulavano escalation militari mai avvenute. Per questo motivo la Dichiarazione deve essere chiara e offrire una guida morale. Ed è importante che non parta solo dal Vaticano, ma stia coinvolgendo altri leader religiosi.
L’obiettivo è proprio quello di fare squadra.
Infatti, non ci siamo soltanto noi premi Nobel, ma scienziati, organizzazioni della società civile che lavorano su questi temi da decenni. Si tratta di riconoscere ciò che molti leader nel mondo oggi hanno paura di dire. L’ordine internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale non esiste più.
E nuove forme di dominio stanno emergendo. Lei ha sempre detto che nel nostro ecosistema informativo era scoppiata una bomba atomica silenziosa: quella delle fake news innanzitutto.
È un’arma che uccide la nostra democrazia. Secondo l’ultimo rapporto V-Dem, il 74% della popolazione mondiale vive ormai sotto regimi autoritari. Le nostre emozioni vengono manipolate e finiamo per eleggere democraticamente leader illiberali. Ogni giorno che passa senza leggi efficaci sulla sicurezza tecnologica, gli Stati perdono una parte della loro sovranità. Se vogliamo capire cosa succede quando l'umanità non interviene in tempo, basta osservare quello che è accaduto con i social.
Ovvero?
Negli ultimi dieci anni abbiamo visto i danni provocati da piattaforme lasciate senza regole. I cittadini non comprendono ancora fino in fondo quanto siano manipolati. La situazione peggiorerà ancora con i chatbot dell’IA. Non si tratta più soltanto di catturare la nostra attenzione. Ora si punta a sfruttare la nostra intimità, attraverso rapporti sempre più personali con queste tecnologie. Ed è particolarmente pericoloso per i più giovani. Ci sono già aziende che hanno dovuto affrontare cause legali dopo il suicidio di alcuni ragazzi.
C’è una via d’uscita?
Certamente. Il mio appello non è rivolto soltanto ai governi, ma anche ai cittadini. Questo è il momento del coraggio. Bisogna agire adesso. Se non lo faremo il mondo cambierà radicalmente. E alle grandi aziende tecnologiche dico: perseguite il vostro interesse, ma in modo illuminato. Aiutate l'umanità a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Contribuite a rendere il pianeta un mondo vivibile.
Nel frattempo, però, cresce sempre di più il rischio che l’intelligenza artificiale venga utilizzata nei sistemi militari. Le armi autonome sono fantascienza oppure realtà?
Sono una realtà in molte parti del mondo. Uno degli esempi che abbiamo analizzato è il sistema Lavender nella Striscia di Gaza (un software che sarebbe stato utilizzato dall’esercito israeliano per scovare i terroristi di Hamas, ndr). Quando esiste un margine di errore elevato e si prende di mira una sola persona finendo però per distruggere un intero edificio, siamo davanti a questioni che devono essere affrontate con grande attenzione.
Ha citato Gaza, dove si continua a morire e la situazione umanitaria resta grave. In Medio Oriente è riscoppiata l’escalation tra Usa e Iran, mentre la guerra tra Russia e Ucraina ha superato i quattro anni e ci sono tantissime altre guerre dimenticate nel mondo. La diplomazia è morta?
Non lo credo affatto. Ritengo invece che questo sia il momento di costruire. Le Nazioni Unite dovranno reinventarsi. E, in parte, stanno già iniziando a farlo. Ma questa potrebbe essere l'ultima occasione per l'umanità per definire le regole con cui le macchine verranno sviluppate e utilizzate. È l’ora in cui i leader mondiali devono dimostrare coraggio, perché il mondo è già cambiato.
In questo processo di pace qual è il ruolo delle donne?
Voi italiani avete una leader donna, Giorgia Meloni, che ha avuto il coraggio di confrontarsi con il leader degli Stati Uniti. Quando ha ritenuto che Trump non stesse dicendo la verità, non ha esitato a contraddirlo, nonostante gli attacchi ricevuti online. Claudia Sheinbaum, in Messico, sta svolgendo un buon lavoro. Tuttavia, le donne che ricoprono ruoli di leadership sono oggi sotto attacco in tutto il mondo. Annalena Baerbock, presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, è stata bersaglio di campagne di deepfake. Le donne devono continuare a resistere. E gli uomini hanno la responsabilità di proteggerle.
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