Ponte Morandi, 12 anni all'ex-ad di Autostrade Castellucci. Cosa ha stabilito la sentenza

A quasi otto anni dal crollo che costò la vita a 43 persone, arrivano le condanne di primo grado. Condannati anche gli ex vertici di Aspi e di Spea: undici anni per Michele Donferri Mitelli, 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea). In aula la sindaca Salis
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July 16, 2026
Ponte Morandi, 12 anni all'ex-ad di Autostrade Castellucci. Cosa ha stabilito la sentenza
I parenti delle vittime del Morandi durante la lettura della sentenza a Genova / Afp
L'ex-amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, è stato condannato a 12 anni per il crollo del ponte Morandi di Genova, il 14 agosto 2018, che provocò la morte di 43 persone. Castellucci era già stato condannato a sei annim in via definitiva, per l'incidente stradale sulla A16 del 28 luglio 2013, in cui un bus turistico era precipitato dal viadotto Acqualonga con 40 vittime. Nei suoi confronti la procura aveva chiesto una condanna di 18 anni e sei mesi. Castellucci è stato condannato per crollo colposo e omicidio stradale. Assorbito il reato di omicidio colposo semplice.
Condannato a 5 anni l'ex direttore vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti su concessioni autostradali Mauro Coletta. Nei suoi confronti la procura aveva chiesto la condanna a dieci anni.
Condanne anche per gli ex vertici di Aspi e di Spea. Undici anni è la condanna per Michele Donferri Mitelli, ex numero tre di Aspi, responsabile delle manutenzioni: il pm aveva chiesto per lui 15 anni e sei mesi. Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti, ex numero due Aspi, ex direttore centrale delle operazioni. Per lui erano stati chiesti 12 anni e sei mesi. Condannato a cinque anni e sei mesi anche l'ex ad di Spesa, Antonino Galatà, per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.
Per la lettura della sentenza, in aula era presente anche la sindaca di Genova, Silvia Salis. La prima cittadina è andata a stringere la mano ai parenti delle vittime nell'aula strapiena. Presente anche il presidente del Consiglio regionale, Stefano Ballerari e il presidente del Tribunale di Genova, Enrico Ravera.
Un processo dai grandi numeri, quello per il crollo del ponte Morandi. Durante i 4 anni del dibattimento, iniziato infatti il 7 luglio 2022, sono stati ascoltati 282 testimoni e 4 periti, ammesse 214 parti civili (diventate poi 168 per la rinuncia di 46 di loro). Esaminati da pm e difensori 12 imputati e raccolte 21 dichiarazioni spontanee. I capi di imputazione contestati agli imputati sono stati 112, e 67 i difensori degli imputati e 33 quelli delle parti civili. Enorme la mole delle pagine trascritte (24.213), delle pagine di verbali (10.431), e delle pagine della memoria ricostruttiva iniziale del pm (2.380). I faldoni cartacei sono 332, i supporti informatici 352 e la documentazione complessiva con foto e video occupa oltre 12 terabyte di memoria. L'accusa ha depositato una memoria iniziale, cinque memorie interlocutorie e una memoria finale di piu' di 5.000 pagine, oltre a 10 note scritte in sede di conclusioni e a quasi 2 mila slide. Complessivamente, per i 57 imputati, la Procura ha chiesto 400 anni di carcere e un'assoluzione.

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