Parla Nikolaj Rybakov: «Cambieremo la nostra Russia anche senza stare nella Duma»
Intervista esclusiva con il presidente di Jabloko, il partito anti-guerra escluso dal voto: «L’influenza che abbiamo oggi sulla politica è superiore a quella di chi siede in Parlamento. I giovani vogliono una vita senza paura e relazioni normali con l’Europa»

Nikolaj Rybakov è il presidente del partito di opposizione russo Jabloko. Generazione diversa dal fondatore Grigorij Javlinskij ma lo stesso piglio moderno tipico di questa formazione politica nata dopo la fine dell’Urss. Da subito il partito si è opposto all’«operazione speciale» in Ucraina, lanciando appelli per i negoziati e chiedendo il cessate il fuoco. Lunedì la Corte Suprema ha respinto il ricorso di Jabloko sull’esclusione dal voto legislativo di settembre dopo che era stato ammesso e aveva trovato collocazione sulla scheda elettorale. Tanti giovani hanno manifestato davanti alla Corte esprimendo sostegno per lo slogan di Jabloko: per la pace.
Il “niet” della Corte era atteso. E ora?
La vita continua. Lavoreremo credendo nelle persone che sono venute a sostenerci e a non hanno avuto paura di esporsi. La vicenda della Corte Suprema, e persino la campagna elettorale, è solo una parte della nostra vita. Un episodio, pesante e sgradevole. Ma la vita non finisce. Per noi è importante, e credo che molti l’abbiano capito, non tanto eleggere parlamentari ma far finire il bagno di sangue. È importante non solo per la Russia e per l’Ucraina ma per tutto il mondo. Perché, se non si ferma, quello che accade tra Russia e Ucraina può sfociare in una guerra mondiale, nell’uso di armi nucleari e nella fine dell’umanità. Per questo volevamo partecipare alle elezioni. Il risultato poteva essere raggiunto grazie alla formazione di un gruppo parlamentare, ma era solo un’opzione. Se lo si raggiungerà perché chi è al potere vede che tante persone in Russia vogliono la pace e una vita normale, e prendendone atto deciderà di aprire negoziati per cercare soluzioni diverse dalle azioni militari, allora sarà un buon risultato. Sappiamo lavorare anche senza essere alla Duma, del resto oggi è evidente che l’influenza che abbiamo raggiunto sulla politica russa è più grande di quella dei partiti che siedono in Parlamento.
La vita continua. Lavoreremo credendo nelle persone che sono venute a sostenerci e a non hanno avuto paura di esporsi. La vicenda della Corte Suprema, e persino la campagna elettorale, è solo una parte della nostra vita. Un episodio, pesante e sgradevole. Ma la vita non finisce. Per noi è importante, e credo che molti l’abbiano capito, non tanto eleggere parlamentari ma far finire il bagno di sangue. È importante non solo per la Russia e per l’Ucraina ma per tutto il mondo. Perché, se non si ferma, quello che accade tra Russia e Ucraina può sfociare in una guerra mondiale, nell’uso di armi nucleari e nella fine dell’umanità. Per questo volevamo partecipare alle elezioni. Il risultato poteva essere raggiunto grazie alla formazione di un gruppo parlamentare, ma era solo un’opzione. Se lo si raggiungerà perché chi è al potere vede che tante persone in Russia vogliono la pace e una vita normale, e prendendone atto deciderà di aprire negoziati per cercare soluzioni diverse dalle azioni militari, allora sarà un buon risultato. Sappiamo lavorare anche senza essere alla Duma, del resto oggi è evidente che l’influenza che abbiamo raggiunto sulla politica russa è più grande di quella dei partiti che siedono in Parlamento.
Da anni cercate di mantenere vivo uno spazio di incontro per chi vuole una Russia diversa e sostenete i prigionieri politici. Questo è un patrimonio politico. Cosa ne farete?
È importante chiarire che non siamo per un’altra Russia: siamo per questa Russia ma con una politica diversa. Inoltre, dobbiamo capire che in Russia ci possono essere persone diverse con convinzioni politiche diverse. Il punto è trovare un compromesso e convincere i nostri avversari delle nostre ragioni, affinché il Paese possa vivere e svilupparsi normalmente. Dopotutto noi, anche in tribunale, diciamo alle autorità: «Tra non molto sarete voi l’opposizione. Non dovete umiliare l’opposizione cercando di distruggerla in tribunale. Non dovete farlo perché vi troverete nella stessa situazione. Stando al potere, vanno create le condizioni affinché l’opposizione possa operare in sicurezza. Ora però siamo impegnati a sostenere le persone che sono state fermate, minacciate, multate per averci sostenuto. Soprattutto quelle venute lunedì davanti alla Corte Suprema. Le assistiamo con gli avvocati. Continueremo a lavorare con queste persone perché capiamo che, indipendentemente da qualunque risultato elettorale, il cambiamento in Russia arriverà. I giovani che hanno guardato alla politica hanno scoperto che Jabloko da sempre ripete le stesse cose che oggi dicono loro: che l’essere umano è la cosa più importante, che sono contrari alla repressione e vogliono relazioni normali con gli altri Paesi europei, una vita senza paura. Continueremo a lavorare per diffondere il concetto che fare politica è un bene per poter condividere idee per il futuro del Paese.
È importante chiarire che non siamo per un’altra Russia: siamo per questa Russia ma con una politica diversa. Inoltre, dobbiamo capire che in Russia ci possono essere persone diverse con convinzioni politiche diverse. Il punto è trovare un compromesso e convincere i nostri avversari delle nostre ragioni, affinché il Paese possa vivere e svilupparsi normalmente. Dopotutto noi, anche in tribunale, diciamo alle autorità: «Tra non molto sarete voi l’opposizione. Non dovete umiliare l’opposizione cercando di distruggerla in tribunale. Non dovete farlo perché vi troverete nella stessa situazione. Stando al potere, vanno create le condizioni affinché l’opposizione possa operare in sicurezza. Ora però siamo impegnati a sostenere le persone che sono state fermate, minacciate, multate per averci sostenuto. Soprattutto quelle venute lunedì davanti alla Corte Suprema. Le assistiamo con gli avvocati. Continueremo a lavorare con queste persone perché capiamo che, indipendentemente da qualunque risultato elettorale, il cambiamento in Russia arriverà. I giovani che hanno guardato alla politica hanno scoperto che Jabloko da sempre ripete le stesse cose che oggi dicono loro: che l’essere umano è la cosa più importante, che sono contrari alla repressione e vogliono relazioni normali con gli altri Paesi europei, una vita senza paura. Continueremo a lavorare per diffondere il concetto che fare politica è un bene per poter condividere idee per il futuro del Paese.
Avete seminato speranza che con questa sentenza rischia di svanire. È una grande responsabilità. Che dite a quei giovani e ai russi che vogliono la pace?
Le persone hanno creduto all’onestà di quanto diciamo e per questo ci hanno avvicinato. Abbiamo visto quanti siamo, crediamo di potercela fare. Ora è solo l’inizio di un percorso. Diciamo alla gente: non dovete mai arrendervi, nessuno può entrare nella vostra anima, nel vostro cuore, nei vostri pensieri e comandarvi dentro, dovete rimanere liberi, rispettosi di voi stessi, rispettosi dei vostri avversari, e ricordate che nella storia ci sono stati periodi difficili, eppure le persone sono rimaste umane, non hanno odiato gli altri. Abbiamo molti legami tra di noi: non perdeteli, coltivateli, impegnatevi a convincere chi è vicino a voi, i vostri cari, gli amici, i vicini, i colleghi. Lavoriamo per la nostra causa comune. Ora è importante sostenere coloro che attraversano un momento difficile in prigione. Sento questa responsabilità e voglio trasmetterla agli altri. Inoltre, come cittadino russo, comprendo la mia responsabilità per le decisioni prese dal governo e che tocca a noi correggere.
Le persone hanno creduto all’onestà di quanto diciamo e per questo ci hanno avvicinato. Abbiamo visto quanti siamo, crediamo di potercela fare. Ora è solo l’inizio di un percorso. Diciamo alla gente: non dovete mai arrendervi, nessuno può entrare nella vostra anima, nel vostro cuore, nei vostri pensieri e comandarvi dentro, dovete rimanere liberi, rispettosi di voi stessi, rispettosi dei vostri avversari, e ricordate che nella storia ci sono stati periodi difficili, eppure le persone sono rimaste umane, non hanno odiato gli altri. Abbiamo molti legami tra di noi: non perdeteli, coltivateli, impegnatevi a convincere chi è vicino a voi, i vostri cari, gli amici, i vicini, i colleghi. Lavoriamo per la nostra causa comune. Ora è importante sostenere coloro che attraversano un momento difficile in prigione. Sento questa responsabilità e voglio trasmetterla agli altri. Inoltre, come cittadino russo, comprendo la mia responsabilità per le decisioni prese dal governo e che tocca a noi correggere.
Cosa direbbe alle forze democratiche e alle società civili europee? È possibile un dialogo per una nuova Europa?
Alle forze democratiche, così come alle forze nazionaliste pro-europee e anti-europee, direi che tutte le persone sulla Terra sono interessate al nostro programma perché vogliamo salvare il mondo da una catastrofe nucleare, e la distruzione dell'umanità. Non importa quali valori professiate. E poi vorrei ricordare il concetto di Grigorij Javlinskij: dobbiamo pensare a una Grande Europa, uno spazio unito. A differenza di Putin, non per legami economici ma per il fatto che questo sarà un grande spazio dove i diritti umani saranno rispettati, dove ogni persona saprà di non essere un ingranaggio nella macchina dello stato. Saprà che i suoi diritti, la libertà, sono al di sopra di tutto. Non avrà paura di andare da Vladivostok a Lisbona. Per lavorare, vivere, studiare, creare una famiglia. Uno spazio così ampio rappresenterà una vera opportunità per preservare la pace. Abbiamo l’esempio dell’Unione Europea. Oggi non si può parlare di una Russia che entra a far parte dell’Unione Europea. Ma si può parlare di una grande Europa. Nel 1945 sembrava fantasioso parlare di unificazione in Europa. Ciononostante, le persone hanno lavorato per essa e le hanno dedicato la vita.
Alle forze democratiche, così come alle forze nazionaliste pro-europee e anti-europee, direi che tutte le persone sulla Terra sono interessate al nostro programma perché vogliamo salvare il mondo da una catastrofe nucleare, e la distruzione dell'umanità. Non importa quali valori professiate. E poi vorrei ricordare il concetto di Grigorij Javlinskij: dobbiamo pensare a una Grande Europa, uno spazio unito. A differenza di Putin, non per legami economici ma per il fatto che questo sarà un grande spazio dove i diritti umani saranno rispettati, dove ogni persona saprà di non essere un ingranaggio nella macchina dello stato. Saprà che i suoi diritti, la libertà, sono al di sopra di tutto. Non avrà paura di andare da Vladivostok a Lisbona. Per lavorare, vivere, studiare, creare una famiglia. Uno spazio così ampio rappresenterà una vera opportunità per preservare la pace. Abbiamo l’esempio dell’Unione Europea. Oggi non si può parlare di una Russia che entra a far parte dell’Unione Europea. Ma si può parlare di una grande Europa. Nel 1945 sembrava fantasioso parlare di unificazione in Europa. Ciononostante, le persone hanno lavorato per essa e le hanno dedicato la vita.
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