sabato 23 aprile 2022
Né i ricorsi né la pietà hanno impedito che si eseguisse la condanna di Carl Buntion: era in isolamento da vent'anni. Rinviata per un «errore nella dose letale» l'esecuzione di un 72enne in Illinois
Carl Buntion nel braccio della morte

Carl Buntion nel braccio della morte - Cbs Tv

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Non c’è un solo presidente degli Stati Uniti che nel programma elettorale abbia mai inserito l’eliminazione della pena di morte. Moratorie, a livello federale, ci sono state. (L’ultima era stata annullata da Donald Trump). Ma la pietà resta morta. Uccisa come avvenuto l’altra sera in un carcere del Texas, lo stesso Stato che la prossima settimana vuole uccidere una mamma di 14 figli messicana. È stata tolta la vita al più vecchio detenuto nel braccio della morte, un uomo di 78 anni condannato per aver ucciso un poliziotto più di 30 anni fa, durante un normale controllo del traffico. Gli avvocati di Carl Buntion avevano presentato un ultimo appello alla Corte Suprema degli Stati Uniti chiedendo una sospensione, ma è stato respinto. Buntion è stato ucciso tramite iniezione letale. Un secondo Stato americano, il Tennessee, aveva previsto di eseguire la sentenza di morte per un altro detenuto, Oscar Franklin Smith, 72 anni, con un’iniezione letale per aver ucciso la moglie alienata e i suoi due figli adolescenti nel 1989. Ma il governatore Bill Lee ha fatto sapere in extremis che Smith ha avuto una sospensione temporanea a causa di «una svista nella preparazione dell’iniezione letale». Buntion era diventato ormai un’istituzione nel sistema carcerario dello Stato conservatore del sud che mette a morte più prigionieri di qualsiasi altro Stato americano, con un governatore repubblicano come Greg Abbott che ha costruito la sua elezione proprio sul rigore assoluto. Gli avvocati del detenuto 78enne, che ha passato gli ultimi vent’anni in un isolamento nella sua cella per 23 ore al giorno, avevano sostenuto che uccidere ora Buntion sarebbe stata una «punizione crudele e insolita», vietata dalla Costituzione americana.
Buntion, dicevano, non rappresentava un pericolo per nessuno. «Il signor Buntion è un uomo fragile e anziano», avevano scritto i suoi avvocati in una petizione al Texas Board of Pardons and Parole, «e non sarà una minaccia per nessuno in prigione se la sua sentenza sarà ridotta a una pena minore». Ma la pietà non riuscirà a restare chiusa nel penitenziario di Huntsville, o in questa America che ha ancora 2.474 detenuti nel braccio della morte di 27 Stati.

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