lunedì 10 aprile 2017
Forze speciali egiziane di guardia alla cattedrale copto ortodossa di San Marco, dopo l'attentato al Cairo (Lapresse)

Forze speciali egiziane di guardia alla cattedrale copto ortodossa di San Marco, dopo l'attentato al Cairo (Lapresse)

Bersaglio facile

Oggi, esattamente come sotto il regime di Hosni Mubarak, le misure di sicurezza a tutela della minoranza cristiana egiziana non sono state rinforzate. I copti quindi risultano l’anello debole di un sistema comunque assai vulnerabile. E si è visto anche nella Domenica delle Palme, quando a Tanta e ad Alessandria sono state assaltate due chiese copte.

Seminare odio tra la gente

Seminare odio fra le diverse anime della popolazione egiziana – cristiani contro musulmani, cittadini contro autorità – è il modo migliore per destabilizzare il Paese e inoculare nel tessuto sociale il virus estremista.

Il «sostegno» ad al-Sisi

I vertici della Chiesa copta ortodossa, in modo del tutto inedito, si sono esposti in passato a sostegno del presidente al-Sisi, anche se oggi la comunità copta critica pesantemente il governo perché non si sente protetta. La dura repressione seguita alla destituzione del presidente islamista Morsi ha determinato risentimento anche verso di loro.



© Riproduzione riservata