lunedì 26 marzo 2018
Il discorso - e il lungo silenzio - della giovane alla manifestazione di sabato 24: «In 6 minuti e 20 secondo 17 miei amici ci sono stati sottratti». Le parole della nipotina di Luther King
Emma Gonzalez (Ansa)

Emma Gonzalez (Ansa)

COMMENTA E CONDIVIDI

Emma Gonzalez, sopravvissuta al massacro di San Valentino al liceo di Parkland in Florida, dove 17 studenti sono stati uccisi da un giovane killer, ha commosso il mondo con il suo ispirato discorso alla March for our lives, a Washington, sabato 24 marzo. Ecco le parole che ha pronunciato.

"Sei minuti e circa 20 secondi; in poco più di sei minuti, 17 nostri amici ci sono stati strappati, 15 sono stati feriti, e nessuno, assolutamente nessuno nella nostra comunità, sarà mai più lo stesso.

Tutti coloro che erano lì capiscono, tutti coloro che sono stati toccati dalla morsa fredda della violenza delle armi capisce. Noi abbiamo speso lunghe ore caotiche in lacrime nel sole cocente del pomeriggio ignorando la verità. Nessuno aveva capito la portata di quello che era successo. Nessuno poteva credere che c'erano corpi in quell'edificio che aspettavano di essere identificati per più di un giorno. Nessuno sapeva che le persone che mancavano avevano smesso di respirare molto prima che qualcuno di noi sapesse che era stato chiamato un codice rosso.

La marcia anti armi di Washigton (Ansa)

La marcia anti armi di Washigton (Ansa)

Nessuno capiva le conseguenze devastanti di quanto era accaduto né dove tutto questo ci avrebbe portati. Per quelli che ancora non riescono a comprendere perché si rifiutano di farlo, vi dirò dove è andato. Dritto sottoterra.

Sei minuti e venti secondi con un AR-15 e la mia amica Carmen non si lamenterà più con me delle lezioni di pianoforte. Aaron Feis non chiamerà più Kira "Miss Sunshine". Alex Schachter non andrà mai più a scuola con suo fratello Ryan. Scott Beigel non scherzerà più con Cameron al campo. Helena Ramsey non uscirà mai più dopo la scuola con Max. Gina Montalto non saluterà più la sua amica Liam a pranzo. Joaquin Oliver non giocherà più a basket con Sam o Dylan. Alaina Petty non lo farà più. Cara Loughran non lo farà mai più. Chris Hixon non lo farà mai più. Luke Hoyer non lo farà mai più. Martin Duque Anguiano non lo farà mai più. Peter Wang non lo farà mai più. Alyssa Alhadeff non lo farà mai più. Jamie Guttenberg non lo farà mai più. Meadow Pollack non lo farà mai più.

(dopo oltre 4 minuti di silenzio assoluto)

Da quando sono arrivata qui sono trascorsi sei minuti e venti secondi. Il tiratore ha smesso di sparare e presto abbandonerà il suo fucile, si confonderà con gli studenti mentre scappano, camminerà libero per un'ora prima dell'arresto. Lotta per la tua vita prima che sia affare di qualcun altro".

YOLANDA RENEE KING, nipote di Martin Luther King, 9 anni: basta armi

Mio nonno aveva un sogno: che i suoi quattro bambini non fossero giudicati per il colore della loro pelle, ma per il contenuto del loro carattere. Io ho un sogno: quando è troppo è troppo. Una delle cose che voglio è che non ci dovrebbero essere armi nel mondo.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: