Mosul. Tv irachena rivela: «Baghdadi è morto, il Daesh ha scelto il nuovo Califfo»


Redazione Esteri martedì 11 luglio 2017
I jihadisti hanno diffuso un breve comunicato in cui non forniscono ulteriori dettagli. Molti i dubbi sull'autenticità della fonte: la tv parla di scontri a Tal Afar tra miliziani
Abu Bakr al-Baghdadi, il 4 luglio 2014 nella moschea di al-Nuri a Mosul (Ansa)

Abu Bakr al-Baghdadi, il 4 luglio 2014 nella moschea di al-Nuri a Mosul (Ansa)

Il Daesh avrebbe confermato, in un breve comunicato, la morte del suo leader Abu Bakr al-Baghdadi e nominato un «nuovo Califfo» chiedendo ai suoi combattenti di «resistere». Lo riferisce la tv satellitare irachena al Sumaria che cita fonti a Ninive, governatorato iracheno il cui capoluogo è Mosul, città liberata dagli iracheni domenica scorsa dopo 9 mesi di combattimenti. Baghdadi, a giugno, era già stata dato per morto in un raid a Raqqa in Siria.

«L'Organizzazione di Daesh (acronimo in arabo dell'Isis), attraverso la sua macchina propagandistica nel distretto di Tal Afar (ovest di Mosul) ha diffuso un comunicato molto breve nel quale ha confermato l'uccisione del suo leader al-Baghdadi senza fornire ulteriori dettagli», ha detto all'emittente una fonte locale nel governatorato iracheno di Ninive, aggiungendo che «l'annuncio era atteso dopo che era stato tolto il divieto in città di parlare pubblicamente della morte di al Baghdadi due giorni fa».

Alcuni avanzano però dubbi sull'autenticità della fonte e sulla terzietà dell'annuncio di una tv da sempre vicina al governo iracheno. Tal Afar resta, infatti, un bastione dal Daesh. E la tv, parlando del gruppo "in rotta", dà anche notizia di scontri tra jihadisti scoppiati proprio a Tal Afar dopo l'annuncio. Secondo la stessa fonte che ha parlato alla televisione in condizioni di anonimato, l'organizzazione a Tal Afar "ha dato il via ad una estesa campagna di arresti di sostenitori di Baghdadi", spiegando che a promuovere questa campagna "sono leader arabi (non iracheni) e stranieri che sono molto forti in città e stanno cercando di imporre la loro autorità sui loro rivali". Questo accresce molti dubbi, sul reale scopo della notizia. Mai confermata ufficialmente dai russi, che avrebbero colpito Baghdadi il 16 giugno vicino Raqqa in Siria, senza però fornire prove. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria ha affermato di avere «informazioni confermate» sulla morte del capo del Daesh, Abu Bakr al Baghdadi. L'Osservatorio sottolinea di avere appreso tali informazioni da dirigenti del Daesh nella provincia orientale siriana di Deyr ez-Zor, che però non hanno precisato quando il decesso sarebbe avvenuto. Infine il Pentagono ha affermato di non avere informazioni che possano provare queste notizie.

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: