lunedì 18 febbraio 2019
Francia e Germania temono il rientro di centinaia di jihadisti con la sconfitta del Daesh in Siria. Merkel ha paura che la regione cada sotto il controllo di Iran e Russia
Angela Merkel accoglie il vice presidente americano Mike Pence alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco (AP)

Angela Merkel accoglie il vice presidente americano Mike Pence alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco (AP)

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Non piace agli alleati europei del presidente Usa la richiesta di Donald Trump di rimpatriare 800 combattenti stranieri del Daesh detenuti in Siria dalle forze curde. Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha fatto sapere ieri, durante un'intervista concessa in serata al programma “Anne Will”, dell'emittente tedesca Ard, che quello che chiede Trump sarà “estremamente difficile da attuare”.

Il loro rientro, ha detto, sarà possibile solo "laddove si potrà assicurare che questa gente venga immediatamente portata davanti ad un tribunale e tenuta sotto custodia”. Per poterlo fare, però, sarebbero necessarie informazioni giudiziarie che non sarà possibile ottenere. "Pertanto decideremo con i francesi, con i britannici, cosa fare", ha detto ancora Maas.

Anche la Francia nicchia e fa sapere che non farà quanto chiesto da Trump. Il ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian ha definito i militanti jihadisti “nemici” della nazione che devono finire sotto processo in Siria o Iraq e ha detto che ogni caso verrà esaminato da solo prima che venga presa la decisione di farli rientrare in patria.

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Insomma mentre continua l’offensiva finale della colazione curdo araba e degli alleati americani, che dovrebbe sconfiggere definitivamente il Daesh tra pochi giorni, la decisione del presidente americano di ritirarsi dalla Siria continua a preoccupare i suoi alleati europei. Nelle capitali europee si teme, infatti, il rientro dei combattenti islamici nei paesi di origine con gravi conseguenze per la sicurezza.

La battaglia finale, inoltre, si annuncia più difficile del previsto per la presenza di un gran numero di civili che i militanti del Daesh usano come scudi umani. Inoltre la scelta di andarsene dalla Siria è una strategia geopolitica non condivisa da alcuni leader europei. Angela Merkel, parlando alla Conferenza di Monaco, ha detto di non ritenerla una buona idea perché finirà per rafforzare la capacità di Iran e Russia di esercitare la loro influenza nella regione.

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