Negozi presi d'assalto, come in Italia: dopo la piazza pacifica, la Germania fa i conti con le violenze
di Vincenzo Savignano, Berlino
Sabato i cortei della Gen Z: centinaia di migliaia di persone in oltre 30 città hanno protestato su scuola, carovita e leva militare obbligatoria. Nelle ore successive, attacchi contro forze dell'ordine e vetrine in frantumi, con episodi analoghi a quelli accaduti a Milano. E la politica nazionale torna a dividersi

Tutto era iniziato come una protesta pacifica: sabato pomeriggio, in tutta la Germania in oltre 30 città, diverse migliaia di persone erano scese in piazza in modo sostanzialmente pacifico. In 182.000 avevano aderito sul sito ufficiale dell’organizzazione all’iniziativa "Gen Z regelt" ("La Gen Z regola i conti"). I manifestanti, la maggior parte giovani studenti di scuole superiori ed università, erano scesi in piazza per porre l’accento sulla necessità di un'istruzione migliore, di alloggi a prezzi accessibili e per protestare contro i tagli al sistema sociale, gli investimenti nel settore della Difesa e dire no alla possibile introduzione di una leva militare obbligatoria. Tuttavia, soprattutto al termine delle manifestazioni, in diverse città si sono verificati disordini. A Francoforte sul Meno, Colonia e Amburgo, la situazione è degenerata nel corso della serata e della notte tra sabato e domenica.
Chi erano i violenti?
A Francoforte gli episodi più gravi con negozi presi d’assalto e lancio di petardi e sassi alle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito dalla polizia, gli agenti hanno dovuto fronteggiare fino a 1.500 facinorosi e violenti. Molti di loro provenivano dall'hinterland, altri addirittura da città più lontane. Secondo il ministro dell'Interno dell'Assia, Roman Poseck (Cdu), la polizia ha arrestato 54 sospettati, di età compresa tra i 13 e i 29 anni; si tratta in gran parte di cittadini tedeschi con un background migratorio. Citando le informazioni raccolte dalle forze dell'ordine, Poseck ha parlato di un gruppo di autori dei disordini «a prevalente matrice migratoria». Anche a Colonia si sono verificati episodi di grave violenza. Secondo la polizia, la manifestazione – in gran parte pacifica – è stata interrotta anticipatamente dagli organizzatori a causa di «singoli atti di disturbo». Secondo la valutazione del ministro dell'Interno del land del Nord Reno-Vestfalia, Herbert Reul (Cdu), le proteste sarebbero state strumentalizzate da estremisti di sinistra e da gruppi di giovani uomini inclini alla violenza. Violenti scontri anche ad Amburgo, con lancio di sassi e petardi contro le forze dell’ordine.
A Francoforte gli episodi più gravi con negozi presi d’assalto e lancio di petardi e sassi alle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito dalla polizia, gli agenti hanno dovuto fronteggiare fino a 1.500 facinorosi e violenti. Molti di loro provenivano dall'hinterland, altri addirittura da città più lontane. Secondo il ministro dell'Interno dell'Assia, Roman Poseck (Cdu), la polizia ha arrestato 54 sospettati, di età compresa tra i 13 e i 29 anni; si tratta in gran parte di cittadini tedeschi con un background migratorio. Citando le informazioni raccolte dalle forze dell'ordine, Poseck ha parlato di un gruppo di autori dei disordini «a prevalente matrice migratoria». Anche a Colonia si sono verificati episodi di grave violenza. Secondo la polizia, la manifestazione – in gran parte pacifica – è stata interrotta anticipatamente dagli organizzatori a causa di «singoli atti di disturbo». Secondo la valutazione del ministro dell'Interno del land del Nord Reno-Vestfalia, Herbert Reul (Cdu), le proteste sarebbero state strumentalizzate da estremisti di sinistra e da gruppi di giovani uomini inclini alla violenza. Violenti scontri anche ad Amburgo, con lancio di sassi e petardi contro le forze dell’ordine.
Le polemiche sugli stranieri
Secondo il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (Csu) «bisogna fare una netta distinzione tra le manifestazioni democratiche e pacifiche e gli scontri violenti. I responsabili dei disordini non erano studenti». Anche il ministro ha puntato il dito contro «gruppi di estrema sinistra inclini alla violenza» e «facinorosi con background migratorio. Queste persone verranno identificate e chiamate a risponderne. E mi aspetto che vengano inflitte pene severe». Il ministro della Difesa, il socialdemocratico Boris Pistorius, ha espresso dubbi in merito alla descrizione fornita da Dobrindt. «Cosa si intende esattamente per "gruppi di origine migratoria"?» ha sottolineato, aggiungendo: «Si tratta di persone che vivono in Germania da tre generazioni e che possiedono la cittadinanza tedesca. Quando smetteremo di fare queste distinzioni? È indubbio - ha precisato - che esistano estremisti i quali aggrediscono e feriscono agenti di polizia e compiono gravi violenze e danni; tali individui devono essere puniti per le loro azioni». Secondo le valutazioni delle forze dell'ordine, i responsabili dei disordini avvenuti la scorsa notte tra sabato e domenica a Francoforte sarebbero stati principalmente giovani uomini di origine straniera, già noti alla polizia. Il capo della polizia di Francoforte, Stefan Müller, ha dichiarato che non è emerso alcun movente politico.
Secondo il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (Csu) «bisogna fare una netta distinzione tra le manifestazioni democratiche e pacifiche e gli scontri violenti. I responsabili dei disordini non erano studenti». Anche il ministro ha puntato il dito contro «gruppi di estrema sinistra inclini alla violenza» e «facinorosi con background migratorio. Queste persone verranno identificate e chiamate a risponderne. E mi aspetto che vengano inflitte pene severe». Il ministro della Difesa, il socialdemocratico Boris Pistorius, ha espresso dubbi in merito alla descrizione fornita da Dobrindt. «Cosa si intende esattamente per "gruppi di origine migratoria"?» ha sottolineato, aggiungendo: «Si tratta di persone che vivono in Germania da tre generazioni e che possiedono la cittadinanza tedesca. Quando smetteremo di fare queste distinzioni? È indubbio - ha precisato - che esistano estremisti i quali aggrediscono e feriscono agenti di polizia e compiono gravi violenze e danni; tali individui devono essere puniti per le loro azioni». Secondo le valutazioni delle forze dell'ordine, i responsabili dei disordini avvenuti la scorsa notte tra sabato e domenica a Francoforte sarebbero stati principalmente giovani uomini di origine straniera, già noti alla polizia. Il capo della polizia di Francoforte, Stefan Müller, ha dichiarato che non è emerso alcun movente politico.
Le reazioni del mondo politico
Praticamente tutti i partiti politici hanno condannato le violenze di Francoforte, Colonia ed Amburgo. La ministra dell'Istruzione Karin Prien (Cdu) ha condannato i violenti disordini, sottolineando tuttavia che le voci di coloro che sono scesi in piazza pacificamente devono essere ascoltate. «Le istanze dei giovani sono legittime ed estremamente rilevanti». Secondo la sinistra radicale die Linke «in Germania, il successo scolastico dipende ancora troppo dalle proprie origini», ha sottolineato la leader della sinistra antagonista tedesca, Ines Schwerdtner, che ha anche chiesto di non mettere in secondo piano le richieste della "Generazione Z". Alice Weidel, leader della destra ultranazionalista AfD, ha criticato le politiche dei partiti del governo federale, in particolare l’Unione Cdu/Csu del cancelliere Friedrich Merz. Sulla piattaforma X, ha scritto che tali violenze sono «il risultato, in particolare, di una politica della Cdu che per anni ha corteggiato e favorito l'estremismo di sinistra, il tutto unito a una migrazione incontrollata». Gli organizzatori stessi della manifestazione della "Generation Z" hanno preso esplicitamente le distanze dagli scontri: «Non abbiamo avuto alcuna influenza su ciò che è accaduto dopo la conclusione delle manifestazioni» ha spiegato un portavoce dell'iniziativa "Gen Z regelt".
Praticamente tutti i partiti politici hanno condannato le violenze di Francoforte, Colonia ed Amburgo. La ministra dell'Istruzione Karin Prien (Cdu) ha condannato i violenti disordini, sottolineando tuttavia che le voci di coloro che sono scesi in piazza pacificamente devono essere ascoltate. «Le istanze dei giovani sono legittime ed estremamente rilevanti». Secondo la sinistra radicale die Linke «in Germania, il successo scolastico dipende ancora troppo dalle proprie origini», ha sottolineato la leader della sinistra antagonista tedesca, Ines Schwerdtner, che ha anche chiesto di non mettere in secondo piano le richieste della "Generazione Z". Alice Weidel, leader della destra ultranazionalista AfD, ha criticato le politiche dei partiti del governo federale, in particolare l’Unione Cdu/Csu del cancelliere Friedrich Merz. Sulla piattaforma X, ha scritto che tali violenze sono «il risultato, in particolare, di una politica della Cdu che per anni ha corteggiato e favorito l'estremismo di sinistra, il tutto unito a una migrazione incontrollata». Gli organizzatori stessi della manifestazione della "Generation Z" hanno preso esplicitamente le distanze dagli scontri: «Non abbiamo avuto alcuna influenza su ciò che è accaduto dopo la conclusione delle manifestazioni» ha spiegato un portavoce dell'iniziativa "Gen Z regelt".
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