In Bulgaria ha vinto la filorussa Yotova. Ma ha votato solo un cittadino su cinque

Come il capo del governo, anche la neopresidente è vicina a Mosca e auspica anzi che la Russia abbia un ruolo chiave nell'architettura di sicurezza europea. Si conferma la bassissima affluenza alle urne
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November 2, 2026
In Bulgaria ha vinto la filorussa Yotova. Ma ha votato solo un cittadino su cinque
La neopresidente bulgara Iliyana Yotova vota alle presidenziali / Ansa
Il nuovo presidente della Bulgaria sarà la candidata filorussa Iliyana Yotova, che ha vinto con ampio margine al secondo turno delle elezioni di domenica. Con il 99,95% dei voti contati, infatti, la Commissione elettorale ha certificato il 57,58% per Yotova, contro il 39.47% dello sfidante europeista Andrey Gyurov. Si conferma anche al secondo turno una bassissima affluenza, intorno appena il 20%. 
Con la vittoria di Yotova si consolida ulteriormente il potere del premier Rumen Radev, di tendenza filorussa e tiepido nei confronti dell’Ucraina. Yotova, 62 anni, è infatti molto vicina al premier, è stata sua vice per nove anni quando lui era presidente, e al momento era capo dello Stato ad interim dopo le dimissioni dello stesso Radev, in aprile, per correre come capo del governo con il suo nuovo partito Bulgaria Progressista. «Ringrazio il primo ministro – ha dichiarato la stessa Yotova – senza il suo sostegno non avremmo potuto ottenere questa vittoria». Adesso, ha dichiarato Petar Vitanov, capogruppo di Bulgaria Progressista al Parlamento di Sofia, «la Bulgaria sarà molto più stabile e calma». Con Yotova si è intanto congratulata la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen (anche se chiaramente Bruxelles avrebbe di gran lunga preferito una vittoria di Gyurov). «Dalla sicurezza e dalla difesa alla nostra competitività e indipendenza energetica – scrive – sono ansiosa di proseguire il nostro lavoro comune».
Yotova, pur senza mettere in discussione l’appartenenza della Bulgaria alla Nato e alla Ue, ha rifiutato di puntare nettamente il dito contro Mosca, più volte ha affermato che ormai è difficile distinguere tra Russia e Ucraina nel conflitto, rifiutando pure di accusare il Cremlino della responsabilità degli attacchi alle navi nel Mar Nero (cosa che invece ha fatto, ironicamente, lo stesso premier). Come Radev, Yotova è contraria alla fornitura di armi a Kiev (il premier ha già detto no alla partecipazione del suo Paese a prestiti Ue all’Ucraina). La neopresidente ha anzi espresso la speranza che la Russia «svolgerà un ruolo chiave nell’architettura di sicurezza dell’Europa», affermando che scegliere lei era «scegliere la pace invece della guerra». Un’allusione alle posizioni di Gyurov, che aveva invece molto insistito sulla necessità di continuare a sostenere l’Ucraina e ad avere una posizione dura nei confronti di Mosca. Non a caso a favorire la sua vittoria il sostegno di molti sostenitori del partito più apertamente filorusso Vazrazhdanie (Rinascita), il cui leader Kostadin Kostadinov si era espressa apertamente per lei dopo il primo turno.
La campagna elettorale è stata segnata da scontri anche accesi tra i due sfidanti, con Yotova che ha accusato Gyurov di attacchi personali contro di lei.  Yotova non ha esitato anche a ricorrere a informazioni non corrette, ad esempio sostenendo che il presidente ha il potere di portare la Bulgaria in guerra (a decidere è il Parlamento) o che aderire alla Coalizione dei volenterosi a sostegno dell’Ucraina avrebbe implicato necessariamente l’invio di soldati bulgari in Ucraina (non è così). Per Radev, lo dicevamo, è un trionfo. A questo punto il premier domina il governo, il Parlamento e ha una fedelissima alla presidenza della Repubblica. L’unico argine ormai per il suo potere è la magistratura, non a caso il premier sta lavorando a una grande riforma del settore. 

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