I Volenterosi a Kiev. E l'Europa annuncia 6,1 miliardi di euro per la difesa ucraina

I fondi sono destinati a sistemi antimissile, missili e radar, in un momento in cui la Russia sta intensificando gli attacchi sul Paese
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August 24, 2026
I leader del formato Nordic-Baltic Eight (NB8) si scattano un selfie durante il vertice a Kiev. Da sinistra, il premier norvegese Jonas Gahr Støre, il presidente lituano Gitanas Nausėda, la premier danese Mette Frederiksen, il premier estone Kristen Micha
I leader del formato Nordic-Baltic Eight (NB8) si scattano un selfie durante il vertice a Kiev. Da sinistra, il premier norvegese Jonas Gahr Støre, il presidente lituano Gitanas Nausėda, la premier danese Mette Frederiksen, il premier estone Kristen Micha
La comunità internazionale si stringe attorno a Kiev per il 35mo anniversario della sua indipendenza dalla Russia mentre la guerra con Mosca – che dura da oltre quattro anni – sembra ben lontana dal finire. Ma almeno Kiev può contare su altri 6,1 miliardi di aiuti dall’Ue e sul Regno Unito che ha autorizzato la produzione dei missili balistici Storm Shadow nel Paese invaso. Il presidente Zelensky, accogliendo i vertici europei e i leader dei Paesi Volenterosi, lancia un messaggio a Mosca. «Putin spera nella nostra stanchezza. Ma noi sappiamo che è mortale. Non ci ha mai capiti e ora non avrà il tempo di farlo. Volevi prendere tutta la nostra Ucraina, tutta la nostra terra; invece hai perso le tue raffinerie, la tua flotta, i tuoi profitti e un'intera generazione mandata al tritacarne». Il numero uno di Kiev ha poi concluso con il consueto messaggio: «L’Ucraina non cederà il Donetsk alla Russia». Parole di fuoco, pronunciate in un’occasione solenne e con un’enfasi particolare anche per fare dimenticare per un attimo il nuovo scandalo di corruzione scoppiato nel Paese che ha coinvolto anche una dei vice capo di gabinetto del presidente.
Appena 24 ore prima, Zelensky aveva annunciato un piano di pace, elaborato con gli americani e gli europei, che prevederebbe un cessate il fuoco, il ritiro delle truppe e una zona economica franca. Gli inviati del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner si sarebbero dovuti recare a Mosca per presentarlo. Ma la visita è stata annullata perché, secondo Ivan Timofeev, direttore generale del Consiglio Russo per gli Affari Internazionali, «non esiste un’agenda sufficientemente sostanziosa per l’incontro». Si continua a combattere, dunque, con Zelensky che ha chiesto un pacchetto di almeno 300 missili Patriot entro l’inverno. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha assicurato che Kiev può contare sul sostegno incondizionato di Bruxelles e dei Volenterosi, assicurando anche solide garanzie di sicurezza una volta che la guerra sarà finita. Concetti simili sono stati espressi dal segretario generale della Nato, Mark Rutte. La Commissione europea ha approvato 6,1 miliardi di euro per nuovi approvvigionamenti nel settore della difesa destinati all'Ucraina.
I finanziamenti, in particolare, riguardano sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar, ribadendo l'impegno dell'Europa a sostenere la difesa e la resilienza dell'Ucraina di fronte alla perdurante aggressione russa. «Mentre la Russia intensifica i suoi attacchi, stiamo aumentando i nostri sforzi per aiutare l'Ucraina a proteggere la propria popolazione e a difendere i propri cieli. L'Europa è al fianco dell'Ucraina e le forniremo ciò di cui ha bisogno, quando ne avrà bisogno» ha ribadito la presidente della Commissione, Ursula Von Der Leyen. Particolarmente determinati anche il Regno Unito e la Francia. Una nota di Downing Street ha comunicato che il nuovo premier inglese, Andy Burnham – per la prima volta a Kiev – ha ufficializzato l’autorizzazione a fornire i progetti riservati del missile a lungo raggio Storm Shadow, affinché Ucraina e Francia possano avviare linee di assemblaggio del missile balistico in territorio ucraino. «Sono determinato – ha detto Burnham a Kiev - con i Volenterosi a darvi l'aiuto che serve, non solo per la difesa aerea ma anche per distruggere i missili russi prima che partano». Gli Storm Shadow sono un’arma temibile. Sono missili da crociera aviolanciati a lungo raggio, destinati ad attacchi di precisione in profondità contro obiettivi fissi di alto valore. Prodotti da una cooperazione anglo britannica negli Anni Novanta, si chiamano Storm Shadow nel Regno Unito e Scalp in Francia. Trattandosi di una fornitura proveniente da Londra, era Downing Street ad avere l’ultima parola. Non aiuteranno Kiev nella difesa, ma possono causare seri problemi alla Russia.
Non è mancata la reazione del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo il quale il Regni Unito trama contro la pace e getta benzina sul fuoco. Tempestiva la replica del premier inglese: l’incendio lo ha appiccato Mosca, non l’Ucraina. Il presidente francese, Emmanuel Macron, collegato da Parigi mette guardia sul fatto che Mosca aumenterà le provocazioni, anche contro i Paesi europei e ha annunciato per i Volenterosi «esercitazioni su vasta scala» che si svolgeranno in ottobre e novembre. Più prudente, in termini di dichiarazioni e di aiuti, la premier Meloni. L’Italia invierà generatori di corrente che si riveleranno preziosi nella stagione invernale, quando Mosca colpirà di nuovo le infrastrutture energetiche. «L'Italia – ha affermato Meloni - è determinata a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura».

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