L'Afd tenta il colpo grosso alle urne: governare in Sassonia
di Vincenzo Savignano, Berlino
Domenica le elezioni nel Land. La formazione guidata da Alice Weidel punta a varare il primo esecutivo regionale monocolore di destra nella storia della Repubblica tedesca

«Governeremo». È lo slogan, anzi l’obiettivo, di Ulrich Siegmund. Il 35enne, candidato ministro-presidente di AfD in Sassonia-Anhalt, domenica sera saprà se potrà formare il primo governo regionale monocolore di destra nella storia della Repubblica federale tedesca. Affinché questo possa accadere Alternative für Deutschland deve quanto meno avvicinare il 45% delle preferenze: gli ultimi sondaggi la danno al 42/43%, ma anche partiti come Verdi e liberali non devono superare la soglia minima del 5%, consentendo ad AfD di ottenere più seggi nel Parlamento regionale di Magdeburgo. «Governeremo, prima nei land e poi anche al livello federale», lo ha ribadito con sicurezza e sorridendo in tutti i suoi ultimi interventi televisivi, Alice Weidel, la leader indiscussa di AfD. «La Sassonia-Anhalt sarà il primo passo, poi arriveranno gli altri», ma per Weidel, Siegmund e per tutta AfD, dietro la possibile vittoria nel piccolo land della Sassonia-Anhalt ci sono rischi e dubbi che potrebbero portare ad una possibile spaccatura nel partito. Weidel sostiene da tempo che AfD è un partito liberalconservatore. «Alternative für Deutschland non è un partito liberale e tanto meno conservatore – spiega ad Avvenire il professor Werner J. Patzelt, che ha insegnato Scienze politiche all’Università di Dresda in Sassonia dal 1991 al 2019 –. Il sogno di Weidel è realizzare un nuovo partito popolare che possa garantire il benessere ai cittadini tedeschi. Un po’ come la Cdu di Helmut Kohl». Il paragone di Patzelt potrebbe sembrare una provocazione nei confronti dei cristiano-democratici, anche perché AfD in numerosi land orientali, in Sassonia Anhalt compresa, è stata classificata dall'ufficio regionale per la tutela della Costituzione, come organizzazione di estrema destra. Secondo il Verfassungsschutz, il servizio segreto interno, le dichiarazioni e le rivendicazioni di AfD «violano i principi dell'ordinamento democratico liberale, quali la dignità umana e il principio democratico. Rivendicazioni di natura razzista caratterizzerebbero l'orientamento del partito, che svaluterebbe le persone in base alla loro identità etnica o religiosa».
Ma Patzelt che studia i movimenti di estrema destra e successivamente AfD, praticamente dalla caduta del Muro nel 1989, va contro corrente: «Insistere sulla classificazione di estrema destra e sulla messa al bando del partito sta solo giocando a favore di AfD. Nel partito ci sono due correnti: una federale, possiamo anche dire più moderata, che ha in Weidel la sua leader indiscussa, ma poi ci sono anche i movimenti del partito regionali e locali». Weidel punta ad un cambiamento politico del Paese, anche attraverso l’introduzione e l’utilizzo di strumenti democrazia diretta, come il referendum popolare. Ma al livello regionale e anche la frangia più oltranzista, guidata dal deputato e leader del land della Turingia, Bernd Höcke, e rappresentata anche dall’ideologo della Sassonia Anhalt, Hans-Thomas Tillschneider, AfD punta ad un cambiamento radicale della società dal punto di vista amministrativo, scolastico e ovviamente sociale, basato su un principio di base: i tedeschi prima di tutto. Soprattutto per questo motivo, per tutte le altre forze politiche, che hanno fatto la storia della democrazia della Germania federale, è praticamente impossibile sedersi allo stesso tavolo, trovare accordi, stabilire strategie con AfD.
Se la destra ultranazionalista dovesse formare un governo in Sassonia-Anhalt, per Siegmund realizzare il suo programma non sarà affatto semplice e per Alice Weidel potrebbe diventare sempre più difficile far convivere le due correnti di partito. La grande opportunità potrebbe trasformarsi in un grande rischio, per Weidel e per tutta AfD. «Al momento non c’è alcuna possibilità che l’Unione Cdu/Csu di Friedrich Merz possa aprire a collaborazioni anche esterne con AfD al livello regionale e tanto meno al livello federale». Il candidato ministro-presidente della Cdu in Sassonia Anhalt, Sven Schulze ha criticato il governo federale: «Servono riforme al livello economico e sociale per rilanciare il Paese e le piccole imprese anche nei land orientali». A prescindere dal risultato elettorale in Sassonia-Anhalt, «se l’esecutivo Merz – aggiunge Patzelt - non riuscisse a portare risultati concreti al livello economico anche in tempi brevi, sarà molto difficile continuare a guidare il Paese». Ma una crisi di governo sarebbe un rischio enorme, non solo per i partiti della maggioranza di governo, Unione Cdu/Csu e i socialdemocratici della Spd, ma anche per AfD, sempre più il partito delle due correnti.
Il candidato / Ulrich Siegmund, il volto carismatico. Le espulsioni di massa la "carta" per tentare la scalata

È entrato in politica a soli 18 anni. Ma nel partito dei cristiano-democratici, la Cdu. Oggi definisce quella scelta un errore da cui trarre insegnamento. La spinta ad abbandonare il partito, allora di Merkel ed oggi di Merz, è arrivata con le politiche di salvataggio dell’euro sostenute dalla Cdu; nel 2013-2014 è passato all’AfD. Ha rotto i ponti anche con altre istituzioni: nel 2017 ha lasciato la Chiesa cattolica, i cui valori afferma di portare ancora “nel cuore”, pur rifiutandone l’istituzione tedesca. Il suo orientamento politico è simboleggiato da un ritratto di Bismarck nel suo ufficio, accompagnato dal principio secondo cui un’idea giusta non può essere soppressa a lungo attraverso le menzogne. Siede nel landtag della Sassonia-Anhalt dal 2016. Ora, a solo 35 anni, punta a diventare il primo ministro-presidente dell’AfD in Germania. Egli rappresenta l’antitesi del ministro-presidente in carica della Cdu, Sven Schulze: quest’ultimo ama mostrarsi come una persona alla mano e concreta, Siegmund si presenta come un venditore dall’immagine perfettamente curata. All’interno del partito, Siegmund ricopre un ruolo ben definito: è il carismatico promotore dell’ideologia. Cerca di conquistare gli elettori puntando sul buonumore e su slogan semplici come «rimettere il Paese in piedi» o «stiamo scrivendo la storia». La città natale di Siegmund è Tangermünde, un piccolo centro sul fiume Elba, nel nord della Sassonia-Anhalt. Per lui, questa regione rurale rappresenta un vero e proprio manifesto politico: in un’intervista ha descritto la cittadina come un «mondo ideale», caratterizzato dalla solidarietà e dall’unione tra le persone. «È proprio questo – ha affermato – il modello che vorrebbe vedere presto diffuso in tutto il Paese». Ha descritto la propria infanzia come protetta e all’insegna della libertà: «Un’epoca in cui la sera si poteva ancora giocare per strada senza preoccupazioni». Ha conquistato gli elettori promettendo di ripristinare la sicurezza persa. In particolare ha sottolineato di voler ridare un’identità tedesca «sana e disinvolta al land della Sassonia Anhalt». E per raggiungere questo obiettivo da ministro-presidente del land è pronto ad avviare un piano per le espulsioni e la Remigration, prevedendo a tal fine uno stanziamento di 100 milioni di euro nel proprio bilancio alternativo. Esperti di diritto dell’immigrazione in Germania hanno già stabilito che alcune misure che intenderebbe introdurre Siegmund sarebbero illegittime: in particolare il trattenimento a fini di espulsione di immigrati in carceri ordinarie della Sassonia-Anhalt; accordi di rimpatrio con altri Stati; tagli alle prestazioni per i richiedenti asilo.
L'oltranzista / Tillschneider, il duro e puro che da ministro progetta di riscrivere i programmi scolastici

Nel corso di recenti interviste gli è stato chiesto se si considera un’estremista di destra: si è alzato indispettito e se n’è andato. Non si definisce un ideologo, ma «uno che pensa in modo moderno», infatti il suo slogan nel corso della campagna elettorale è stato: “#moderndenken”. «E se dipendesse da noi di AfD dopo il 6 settembre: il pensare in modo moderno dovrebbe trasformarsi in #deutschdenken pensare da tedeschi», ha sottolineato Tillschneider in una recente intervista a Bild, nel corso della quale ha anche mostrato una tazza dell’esercito russo. Tillschneider ha spiegato che si trovava lì per caso, avendola ricevuta in regalo tempo addietro. Sostiene di non essere «un simpatizzante della Russia» e di avere a cuore esclusivamente gli interessi tedeschi; ma mantenere buone relazioni con la Russia sarebbe, in linea di principio, nell’interesse della Germania. Tillschneider è l’autore della maggior parte del programma elettorale, da lui definito anche programma di governo della Sassonia-Anhalt. Ma il suo programma è finito nel mirino del Verfassungsschutz, i servizi segreti interni protettori della Costituzione che, dopo aver esaminato il documento programmatico, hanno confermato la classificazione di partito di estrema destra nel land.Un esempio emblematico è rappresentato dalla politica scolastica: AfD intende promuovere un insegnamento che dedichi meno spazio allo studio dell’epoca nazista e più a Otto von Bismarck. Si vuole inoltre eliminare il sostegno alle visite ai memoriali dei campi di concentramento e allentare l’obbligo scolastico per evitare di esporre i propri figli al presunto “indottrinamento statale”.Hans-Thomas Tillschneider nasce nel 1978 a Timisoara, in Romania. La sua famiglia appartiene a una minoranza tedesca, quella dei tedeschi del Banato (Banater Schwaben). Negli anni ‘80, la famiglia fugge in Germania passando per la Jugoslavia. Tillschneider cresce a Freudenstadt, nel Baden-Württemberg, dove consegue la maturità. Dopo una vacanza in Tunisia, inizia a interessarsi all’islam. La sua tesi di dottorato in studi islamici riceve il sostegno della Studienstiftung des deutschen Volkes (Fondazione accademica del popolo tedesco).Interrompe gli studi accademici per dedicarsi alla politica. Entra in AfD subito dopo la sua fondazione nel 2013, nel 2016 è eletto deputato nel landtag di Magdeburgo. Aderisce alla frangia più oltranzista del partito: con la “Patriotische Plattform” (Piattaforma patriottica), guida per un certo periodo un’importante corrente interna al partito. In caso AfD, dopo il voto di domenica, possa formare un governo monocolore Tillschneider sarà ministro dell’Istruzione.
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