Se "cacciare gli immigrati" diventa un videogame della Casa Bianca

Accese polemiche per la piattaforma lanciata dalla Casa Bianca con i giochi che "mettono in pratica" il programma del presidente in vista del voto di midterm
Google preferred source
September 5, 2026
Se "cacciare gli immigrati" diventa un videogame della Casa Bianca
Uno screenshot del videogame governativo sulla costruzione del muro / Arcade.gov
Il cittadino-giocatore può scegliere. La piattaforma offre svariate possibilità. Quella di costruire, mattone dopo mattone, ad esempio, un muro «per proteggere la frontiera – recita la descrizione ufficiale – dall’orda che si avvicina». Una folla di alieni, dal gioco con la parola inglese “alien” per indicare gli stranieri. Oppure quella di pattugliare il Rio Bravo insieme allo “zar” Tom Homan e fermare quanti cerchino di attraversarlo. Tanti, come suggerisce la lunga fila di esseri umani dai volti indistinguibili con indosso una tuta arancione. Molti di più sono ancora quelli da prendere e ogni cattura vale un punto. Numeri sul tabellone da far crescere in una competizione sempre più serrata con gli avversari per vincere la partita. La Casa Bianca ha trasformato la propria politica – a partire da quella migratoria – in una serie di videogame, riuniti sul sito Arcade.gov.
L’iniziativa – appena presentata ufficialmente – ha l’obiettivo di «raccontare i successi dell’Amministrazione» a due mesi dal voto di midterm. In primis il pugno di ferro avviato da Donald Trump nei confronti delle entrate irregolari, a cui sono dedicati due dei cinque giochi elettronici. Gli altri riguardano il programma di risparmio per bambini, la campagna per un’alimentazione più sana e il sorvolo del National Mall. Sono stati soprattutto la “caccia virtuale” agli indocumentados e lo sbarramento del confine a suscitare polemica, fuori e dentro gli Stati Uniti. Il dramma dell’esodo forzato viene banalizzato in una competizione fra “guardie” e “ladri” o, meglio, “guardie” e “invasori”, di fronte ai quali l’unica soluzione è fermarli. Ad ogni costo. «Non smettiamo di vincere mai. Costruisci la barriera. Prendi ed espelli», sono i messaggi con cui la piattaforma è descritta negli account ufficiali della Casa Bianca. Il tutto, inoltre, viene proposto non come un pensiero astratto bensì un’esperienza giocosa per chi la attua. Per renderla ancora più accattivante, i differenti format richiamano videogame popolari fra il grande pubblico – da Tetris, che ha preso le distanze dall'iniziativa della Casa Bianca a Snike –, seppure rivisitati in stile MAGA.
Non sorprendono, dunque, le critiche con cui l’operazione è stata accolta dall’opposizione e da varie realtà della società civile. Accuse respinte al mittente dall’Amministrazione: «Questi attacchi rientrano nella tipica e oscura cultura socialista, contraria al divertimento e alla vittoria». L’operazione è evidentemente finalizzata a raggiungere il pubblico più giovane e conquistarlo alla causa del Make America Great Again. Non è il primo intento di diffondere i cosiddetti “valori conservatori” fra gli adolescenti, come conferma la serie di “guide” per l’infanzia lanciate negli scorsi mesi dal trumpismo per «contrastare l’ideologia falsa e ingannevole della sinistra», come ha scritto lo stesso presidente su Truth. I videogame, proprio per la loro capacità di penetrazione fra le generazioni nate con il digitale, rappresenta, tuttavia, un salto di qualità. Trump ha deciso di compierlo in un momento cruciale per sé stesso e il proprio movimento. I sondaggi per le elezioni di metà mandato lo vedono in difficoltà a causa, soprattutto, del malcontento generato dalle conseguenze economiche della guerra in Iran. Non solo. L’interventismo in politica estera comincia ad alienargli i consensi proprio del fronte anti-immigrazione. «I conflitti – ha scritto l’ultranazionalista Nick Fuentes su X – creano nuovi profughi». Difficile contenerli a forza di muri, tanto reali come virtuali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire