Al via la "nuova" scuola russa, con addestramento militare e storia patriottica
di Giuseppe D'Amato, Mosca
Il primo settembre sono ricominciate le lezioni in Russia. Fra i temi introdotti la tradizione e lo scontro con l’Occidente. Nell’insegnamento della storia un manuale unico per evitare “deviazioni”. Le critiche delle opposizioni in esilio

Una scuola più patriottica, più conscia dei rischi che pesano sulla Russia, più al passo con i tempi bui. Come da tradizione, la prima campanella è suonata regolarmente, ovunque nell’immenso gigante slavo, il primo settembre. Tante sono le novità imposte quest’anno dal Cremlino. «Abbiamo svolto – ha spiegato il ministro dell’Istruzione Sergej Kravtsov – un lavoro su tutto il sistema educativo» con l’obiettivo ufficiale di uniformarlo. Sono stati cambiati i programmi e sono state introdotte nuove materie. Particolare attenzione è stata posta alle modifiche dell’insegnamento di Storia e di Scienze sociali, alla nuova materia obbligatoria di Cultura spirituale e morale della Russia, al nuovo corso (sempre obbligatorio) di Addestramento militare di base. Gli studenti più indisciplinati riceveranno anche un voto di Comportamento.
Dalla quinta elementare alla conclusione del primo biennio delle superiori si studierà su un unico manuale nazionale di storia in modo che nessuno “deragli” dalla linea approvata. «Il testo unificato – ha detto Ksenija Romanova, direttrice di una scuola del distretto autonomo di Yamalo-Nenets– racchiude i principi cardine dell’orgoglio nazionale e mira a sviluppare il patriottismo e l’identità nazionale negli studenti». Stesso discorso anche per il testo unico di Scienze sociali, nuovamente aggiornato sotto la supervisione di Dmitrij Medvedev, presidente dal 2008 al 2012 e oggi vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russia, noto all’opinione pubblica internazionale soprattutto per i suoi post anti-occidentali.
In uno degli ultimi capitoli del testo approvato si affronta il tema della Russia e del suo futuro. Vi sono ampie parti sull’intelligenza artificiale, sulla questione della sovranità e sullo scontro con l’Occidente. La materia Cultura spirituale e morale della Russia servirà a rafforzare il “Dna” del Paese e verrà insegnata dalla quinta alla settima classe. A partire dal secondo quadrimestre del presente anno scolastico verranno svolte diciassette ore di questa materia, il cui fine, ha chiarito il ministero dell’Istruzione, è sviluppare nei bambini e negli adolescenti una visione del mondo basata sui valori tradizionali.
«Stanno emergendo – ha affermato Irina Samojlova, professoressa in una scuola della regione di Oriol nonché attivista di un movimento conservatore – nuove priorità come la necessità di prestare maggiore attenzione a singoli individui, ai nostri capi militari, agli scienziati, alle personalità della cultura e, soprattutto oggi, agli eroi della “operazione militare speciale” in Ucraina. I bambini hanno bisogno di esempi concreti, non di lezioni astratte sulla moralità». Gli alunni dall’ottava e decima classe, infine, saranno tenuti a frequentare il corso obbligatorio di Addestramento militare di base. In tempi sovietici gli studenti imparavano a montare, smontare e utilizzare i fucili automatici Kalashnikov. Dall’anno scorso, è stato reso noto, viene insegnato in alcuni istituti il pilotaggio di droni.
Forti perplessità sul nuovo indirizzo di studi sono state espresse dalle opposizioni, esuli all’estero. Alcuni loro media riportano fatti di cronaca con aggressioni nei primi giorni di lezione. Il clima di violenza invade anche le scuole, affermano. Il 2 settembre alla periferia della capitale uno studente ha aggredito un insegnante con un coltello. Nell’ultimo anno scolastico si sono verificati in Russia 25 gravi episodi. Bilancio: quattro morti, 38 i feriti.
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